MONTESILVANO. Si è riservato di prendere la decisione finale nell'ultimo giorno disponibile, il sindaco Pasquale Cordoma. Anche se è certo che oggi ritirerà le dimissioni: di questo si è parlato in un incontro, ieri, tra i quattro ribelli del Pdl Adriano Tocco, Stefania Di Nicola, Paolo Cilli e il presidente del consiglio Vittorio Catone, il senatore Fabrizio Di Stefano e Lorenzo Sospiri.
L'ultimo atto di una giornata concitata è iniziato, invece, in serata, con la riunione della maggioranza fissata alle 21. «Le posizioni si sono avvicinate molto, ma non c'è ancora una perfetta concordanza», ha detto il sindaco Pasquale Cordoma dopo la riunione. «L'incontro con la maggioranza sarà fondamentale».
Una lunga giornata quella di ieri, importante per decidere il prossimo futuro della città. Segnali positivi sono arrivati in mattinata durante il Consiglio Comunale, in cui sono state respinte le otto osservazioni contrarie all'abrogazione della norma truffa, che regalava cemento ai costruttori. Cinque osservazioni sono state, infatti, respinte all'unanimità.
Su un ripensamento di Cordoma si è detto «fiducioso» il capogruppo del Pdl Luigi Marchegiani. «Sull'abrogazione dell'articolo 26 il sindaco è stato sostenuto anche da un'ampia parte dell'opposizione», ha commentato. «Si deve andare avanti: il commissariamento sarebbe un danno pesantissimo per Montesilvano».
E' ottimista anche il delegato alla Cultura Mauro Orsini, della Lista civica Libero: «Con le dimissioni si vanificherebbe tutto il lavoro svolto negli ultimi anni, tutti i progetti rischiano di naufragare. Il sindaco ha il nostro appoggio e il nostro sostegno. Sono fiducioso: crediamo nella sua moralità e vogliamo il bene di Montesilvano». «Sarebbe una iattura per la città dover mettere fine all'amministrazione, ora che i conti sono stati messi in sesto e che si potrebbe camminare speditamente per realizzare tutto quello che è stato progettato fino ad adesso», è il commento dell'assessore Claudio Di Emanuele. «Le dimissioni vanno ritirate. Se non lo facesse per Montesilvano sarebbe un danno gravissimo: i balneatori aspettano il piano spiaggia, ci sono la variante al Piano regolatore e la riduzione della Tarsu. Fermarsi ora sarebbe un dramma», ha aggiunto. «Il partito è propositivo per evitare il commissariamento, che non sarebbe certo un bene per la città», ha spiegato l'assessore Manola Musa.
Spera in un ritorno del sindaco anche un rappresentante dell'opposizione: il consigliere del Pd Gabriele Di Stefano. «Non tocca a noi mandarlo via. Non si può andare al voto ogni tre anni: questa non è una politica giusta per il cittadino».
Vogliono mantenere una «posizione autonoma» i dissidenti Tocco, Di Nicola, Cilli e Catone: «Non siamo traditori», hanno chiarito, «siamo leali con i cittadini. Il sindaco è libero di ritirare le dimissioni, ma da noi potrà avere l'appoggio per i soli punti facenti parte del programma elettorale. Qualsiasi altro provvedimento ci vedrà liberi di esprimere il nostro pensiero. Abbiamo chiesto la ricostituzione della maggioranza, votata nelle elezioni del 2007, ma il sindaco non ha fatto nessun passo indietro». E sugli incontri avuti con i senatori Di Stefano e Piccone hanno sottolineato: «Il Pdl ha capito le nostre difficoltà all'interno di questa maggioranza che di centro destra ha ormai ben poco. Restiamo in una posizione autonoma nei confronti di un'amministrazione dalla quale ci preme evidenziare il nostro distinguo».