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Pescara, 20/06/2026
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Data: 19/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Finiani in crisi dopo la nomina di Catone. Si dimettono dal partito De Marco e D'Ottavio: «No a scelte imposte dall'alto»

L'AQUILA. Bufera in seno ai finiani abruzzesi. La nomina del parlamentare Giampiero Catone nel ruolo di coordinatore regionale del comitato costituente del neonato partito ha causato una raffica di dimissioni di esponenti dei circoli di Generazione Italia.
Si tratta del movimento creato da Fini che di fatto ha preparato la nascita di Futuro e Libertà per l'Italia. In sostanza, la base, costituita anche dagli scontenti del Pdl, si è ribellata alla nomina catapultata dall'alto, tanto che Generazione Italia e Fli stanno perdendo terreno e consenso. Tutto ciò dopo mesi di lavoro di aggregazione nella società civile ed anche di ingressi di peso, nei vari enti, lavoro sfociato tra le altre cose nella costituzione di un gruppo al consiglio regionale con tre consiglieri e con la prospettiva di altre adesioni importanti, con forte preoccupazione nel Pdl.
Ma ora il giochino rischia di incepparsi: il malcontento è generale, il coordinatore regionale di Generazione Italia, il vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, contrariato, non parla, mentre l'altro leader abruzzese, il consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, imbarazzato, cerca di spiegare pubblicamente, che la nomina di Catone è normale perché Fini si è voluto affidare ai parlamentari per far muovere i primi passi di Fli nelle varie regioni.
Tra le tante dimissioni, sono eccellenti quelle del coordinatore di G.I. di Teramo, Paolo De Marco, ma soprattutto quelle del coordinatore provinciale di Pescara, Angelo D'Ottavio, assessore alla provincia di Pescara e sindaco di San Valentino.
Contestate le modalità della nomina da parte del presidente della Camera, Fini. «Le dimissioni maturate anche dopo un confronto con gli amici fondatori della ?Prima ora', non ha nulla a che vedere con la persona dell'onorevole Catone», spiega De Marco. «Al contrario è frutto del metodo adottato per giungere a tale importante e strategica scelta, privo di qualsiasi forma di collegialità e merito del lavoro sinora svolto».
Il benservito di D'Ottavio, fedelissimo di Castiglione, è giunto subito dopo la nomina di Catone, nella stessa giornata di giovedì. «Meno male che sono stato previdente e mi sono dimesso» tuona D'Ottavio, «altrimenti sarei stato di fatto cacciato dal coordinatore regionale Catone, il quale ha dichiarato che Generazione Italia non esiste più. Visto che in altre regioni c'è ancora, ci devono far capire se la regola vale solo per l'Abruzzo». D'Ottavio ha comunicato la sua scelta con una lettera ai vertici nazionali: «La nomina come coordinatore di un parlamentare che non è stato eletto in Abruzzo, non vive in Abruzzo e non vive l'Abruzzo, con tutto il rispetto per l'onorvole Catone e la sua storia politica, mentre in altre regioni che non hanno un parlamentare la scelta è ricaduta su consiglieri regionali, ha determinato una reazione di delusione a catena tra i circoli di G.I., tra i tanti iscritti ed amministratori locali, che mi ha portato a prendere questa triste e sofferta decisione». Nel sottolineare di aver ascoltato «la base delusa», D'Ottavio ha spiegato che la nomina di Catone ha fatto saltare l'adesione a Fli del quarto consigliere regionale e probabilmente anche la quinta prevista per questa settimana. «Tra gli amici si sentiva fortissimo l'entusiasmo, era tornata la voglia di fare politica, finalmente potevamo parlare dal basso, si è detto "finalmente è tornato un partito che ci ascolta e che non ci impone le cose dall'alto", ma non sapevamo cosa sarebbe successo da lì a 24 ore. Non è un problema di poltrone, è un problema di metodo. Mi auguro che questa mia decisione stimoli una riflessione al giusto livello decisionale, altrimenti vorrà dire che è giusto così».

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