L'ex assessore aspetta la telefonata di Berlusconi, il governatore tentato dall'idea
AVEZZANO. Il telefono di Daniela Stati è libero, forse lo è anche un posto nella giunta regionale. «Sono in attesa che il presidente Chiodi rispetti il suo impegno. Aspetto una sua telefonata». Commenta l'ex assessore alla Protezione civile. Per ora se ne sta buona, dopo mesi di affondi al Pdl, e si aggrappa a un progetto. Rumors danno il presidente Chiodi al lavoro per «riabilitare» la Stati, travolta dall'inchiesta su Abruzzo Engineering, e riportarla in giunta. Da qui l'attesa della Stati. Chiodi penserebbe a questa soluzione per non turbare gli equilibri territoriali. L'ex assessore aspetta però anche un altro importante segnale dal governatore. Quest'ultimo è sceso in campo per cancellare un altro disegno della Stati, la donna più votata in Abruzzo alle ultime Regionali e attualmente passata al Gruppo misto in Regione. Chiodi vuole evitare che l'ex assessore vada a rafforzare la pattuglia dei finiani di Fli che hanno da poco costituito il gruppo consiliare. Una telefonata del governatore ha provocato il rinvio, in extremis, dell'incontro della Stati, previsto la scorsa settimana a Roma, con il viceministro Adolfo Urso. Chiodi, poi, avrebbe assunto con la Stati un preciso impegno: fissare un appuntamento del consigliere marsicano col presidente del consiglio Silvio Berlusconi. In pratica il premier dovrebbe spiegare pubblicamente di non avere mai ricevuto pressioni dalla Stati per modificare l'ordinanza che affidava i lavori del post-terremoto ad Abruzzo Engineering. Accuse della Procura dell'Aquila che il 2 agosto scorso hanno portato agli arresti di Ezio Stati e Marco Buzzelli, rispettivamente padre e compagno dell'ex assessore, e alle dimissioni di Daniela. Nelle prossime ore si saprà se Chiodi avrà rispettato il patto. «Per la mia dignità personale a me interessa che Berlusconi dica o scriva la verità» ripete la Stati. Qualora dovesse concretizzarsi l'appuntamento con Berlusconi la Stati potrebbe anche decidere di rientrare nel Pdl. Ma cosa diranno i vertici regionali e nazionali del partito? Negli ultimi due mesi l'ex assessore non ha risparmiato attacchi e veleni. A cominciare da quelli riservati al senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del partito, e a Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario del Pdl al Senato. Saranno disposti a riaprire la porta del Pdl alla Stati? Indicazioni precise arrivano dai consiglieri regionali Pdl dell'Aquilano, Ricciuti, Giuliante, Di Paolo, Di Bastiano e Iampieri: «In un incontro tra i vertici del partito e Chiodi è stata ribadita la presa di distanza dalla Stati», scrivono, «ci associamo al presidente nel ribadire vicinanza e fiducia ai vertici del Pdl in Abruzzo condividendo la già espressa contrarietà che la Stati rientri in giunta. Tale posizione scaturisce a seguito dei continui attacchi della Stati al Pdl e non per la sua vicenda giudiziaria nella quale siamo certi dimostrerà la sua estraneità». (r.rs.)