NAPOLI. La rivolta contro la nuova discarica era riesplosa nella notte quando decine di camion pronti a sversare immondizia erano stati bloccati tra Terzigno e Boscoreale. Risultato: 16 automezzi danneggiati, uno bruciato. Ieri mattina le forze dell'ordine hanno provato a forzare i blocchi dei manifestanti attorno alla rotonda di via Panoramica, quella che apre la strada verso il sito.
Gli scontri sono stati violenti: due poliziotti e un carabiniere sono rimasti feriti mentre, secondo i comitati di protesta, tre donne risultano contuse dopo esser state colpite da manganellate al volto. Solo a metà giornata nell'area ai piedi del Vesuvio, dove si protesta contro l'apertura di un seconda discarica, è tornata la calma. Ma le vie di accesso al primo sito sono ancora segnate da barricate fatte di pezzi di marmo, sedie di plastica e arbusti. Ieri due camionette dei carabinieri prese a sassate sono state costrette a fare marcia indietro, tre autisti dell'Asia (l'azienda napoletana addetta alla raccolta) sono stati "invitati" ad allontanarsi a piedi dalla zona.
«Da qui non ce ne andremo, possono farci di tutto ma noi una nuova discarica non la vogliamo» gridano i manifestanti. Le prossime ore saranno le più delicate perché allo stato, oltre 500 tonnellate di spazzatura sono per le strade di Napoli e altre 600 sono rimaste a bordo dei camion fermi per la protesta.
Il sindaco Iervolino in una lettera a Berlusconi ha denunciato «il grave rischio igienico e sanitario e il pericolo per l'ordine pubblico» chiedendo «l'immediato intervento delle autorità nazionali e locali». Il ministro della Salute Fazio ha risposto che «per ora non si rilevano problemi» e che la situazione «è sotto controllo». Ma molti sindaci della zona stanno invitando i cittadini a tenere la spazzatura in casa.
Intanto ieri dopo una riunione nella prefettura di Napoli si è deciso che nei prossimi sei giorni nella discarica di Terzigno saranno smaltite ottocento tonnellate di rifiuti al giorno e non le abituali 1.800. Dove saranno sversate le altre tonnellate è diventato il quiz su cui si interrogano perfino le autorità competenti. La Provincia di Caserta proprio ieri ha negato la possibilità di aprire ai rifiuti che giacciono nei quartieri di Napoli, la discarica di San Tammaro, comune poco distante da Capua.