Egregio direttore, intervengo sulla questione relativa alla strada parco, che è tornata prepotentemente alla ribalta. Sembrava, in verità, che la vicenda fosse giunta a conclusione; ma non è così. E' noto che l' opposizione alla regolare prosecuzione dei lavori venga esercitata, in maniera preponderante se non esclusiva, dai residenti che abitano in prossimità del suddetto tracciato. La loro pur legittima e comprensibile aspirazione di vivere a ridosso di un ambiente quanto più possibile incontaminato e a misura d'uomo, deve essere correlata e ad una visione più complessiva delle realtà e delle esigenze cittadine. Vorrei soffermarmi su alcuni di questi aspetti. Credo per prima cosa di dover tener conto delle altrettanto legittime richieste di altri concittadini, i quali residenti lungo le strade adiacenti o in prossimità della suddetta direttrice viaria, sarebbero ben lieti che nelle loro zone si verificasse una riduzione del traffico attualmente presente. Vedrebbero, oltretutto, così applicato un sano principio di condivisione di oneri fra abitanti di una stessa comunità. Questo principio, posso assicurare, è molto presente e percepito dalla coscienza di una moltitudine di cittadini, che vivono in alcuni quartieri della città, dove è veramente pesante la qualità della vita, per una moltitudine di fattori che tralascio, ma che è facile immaginare.
Un'altra questione di cui bisogna tenere conto riguarda lo sviluppo futuro dell'area metropolitana nel suo complesso, che certamente determinerà progressivamente sempre nuove esigenze di interconnessioni e di mobilità tra le diverse realtà urbanistiche e commerciali. Quindi adeguare questa eccezionale risorsa, da vecchio tracciato ferroviario a nuovo tracciato filoviario, rappresenta in prospettiva una scelta intelligente e lungimirante. Naturalmente questo processo deve essere svolto nel massimo rispetto dell ambiente e minimizzando l'impatto sulla popolazione residente. Ma, per quanto a mia conoscenza, è logico ritenere che sia per quanto riguarda i mezzi destinati al trasporto in quest'area, sia riguardo alla frequenza dei loro passaggi, le preoccupazioni in tal senso dovrebbero essere di scarsa rilevanza.
Antonio Di Michele E.mail