Sgombero Per far riprendere il lavoro agli operai la Balfour Beatty ottiene la rimozione dei gazebo del Coordinamento Ma i cittadini non demordono: «Arretreremo il presidio più a sud e faremo così ogni volta, fino alla fine»
Risveglio brusco per i cittadini che presidiavano il cantiere lungo la strada parco: alle 7 sono arrivati Carabinieri e Polizia a sgomberare tutto, compresi i gazebo vecchio (quello bruciato) e nuovo. Il cantiere doveva avanzare dopo giorni di stop e così è stato. Quelli del Coordinamento "No filovia" si sono trovati spiazzati rispetto al blitz delle forze dell'ordine e non hanno potuto fare altro che cedere il passo. Se avessero opposto resistenza avrebbero rischiato grosso: o una carica, per quanto improbabile, oppure le denunce, assai più probabili. L'intervento degli agenti era nell'aria, richiesto dalla ditta appaltatrice, la Balfour Beatty che aveva presentato denunce contro ignoti una settimana fa e che ha rotto gli indugi affinché i lavori riprendessero. Ma non si arrendono, gli ultimi Mohicani della strada parco, di smobilitare dopo un mese di presidio duro e puro proprio non vogliono saperne: costretti a mollare 300 metri di spazio alla prosecuzione del cantiere, hanno semplicemente arretrato il presidio e il gazebo più a sud, vicino a via Ruggero Settimo. «E così faremo man mano che i lavori proseguiranno, - ha assicurato Ivano Angiolelli - l'ordine è: resistere fino alla fine». Una tempra ragguardevole, come quella di Antonella De Cecco, fra le più combattive insieme a Loredana Di Paola e a Roberto Barone. Schiumando rabbia, i cittadini che la filovia proprio non la vogliono se la sono presa con i consiglieri del Pd che sono arrivati fra i primi dopo lo sgombero, insieme a Maurizio Acerbo. «Con che faccia vi presentate qui dopo che per sei anni non avete fatto nulla?», sono stati apostrofati da Gianni Boccabella, coach di basket, mentre altri annuivano amaramente. Un'accusa alla quale il capogruppo Moreno Di Pietrantonio replica così: «Ma se siamo stati noi a fare la mozione per il Consiglio comunale straordinario e per altre iniziative». Difesa oggettivamente debole anche perché quando l'appalto fu assegnato alla Balfour Beatty (agosto 2008), il presidente della Gtm era Donato Renzetti, uomo forte dei Ds.. La reazione ufficiale del Coordinamento è in linea con la rabbia popolare: «Per la prima volta nella storia della città, per poter procedere nella realizzazione di un'opera pubblica è stato necessario impiegare le forze dell'ordine. Per la prima volta una manifestazione spontanea aveva portato migliaia di cittadini in strada a difendere il diritto alla partecipazione. Lo sgombero del presidio rappresenta una clamorosa sconfitta di una politica incapace di accogliere le istanze dei cittadini che pretende di rappresentare». Concetti che Loredana Di Paola, Ivano Angiolelli e gli altri hanno ribadito più tardi al presidente della Regione Gianni Chiodi, il quale ha dribblato replicando: «Non ho poteri per intervenire e comunque la filovia è un'opera importante per cercare di risolvere il problema del traffico a Pescara». È d'altronde questo il "tema forte" di chi ha voluto l'opera, indicando in essa una delle soluzioni al nodo del traffico, ma sorvolando sul fatto che anno dopo anno la vocazioen della strada parco è diventata un'altra e c'è chi difende questa come Fort Alamo. Destinato a cadere, ma senza la bandiera bianca della resa.