Pacifica la protesta di lunedì ma chi può assicurare che oggi, o domani, o fra dieci giorni, i manifestanti anti-filovia mantengano ancora la stessa calma e assistano senza agitarsi alle ruspe scavanti e alle gru montanti? Nessuno. E poi: chi può garantire che nelle pieghe della contestazione non penetri qualche testa calda capace di ri-accendere fuoco sotto il gazebo della protesta (come accadde neanche 10 giorni fa) o di danneggiare, comunque, il cantiere? Nessuno. Ed ecco perchè, proprio per garantire all'impresa "Balfour" di lavorare in serenità e ai manifestanti di esprimere il proprio dissenso con altrettanta serenità, il Prefetto Vincenzo D'Antuono ha convocato per ieri una riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza. Una riunione già in calendario, certo, ma anche una riunione che aveva l'obiettivo di studiare la prevenzione su un fronte di battaglia sociale che per la prima volta dopo anni, piaccia o no, è riuscita a trascinare in piazza decine e decine di persone.
In sintesi la riunione ha chiarito che sulla strada-parco, almeno nei prossimi giorni, ci sarà vigilanza rafforzata da parte delle forze dell'ordine, il che non significa una Volante ferma o circolante esclusivamente sull'ex tracciato ferroviario ma controlli ripetuti nell'arco della giornata e della notte. La strada parco, insomma, diventa un obiettivo sensibile, cioè un "luogo" simbolo come il Municipio, il Tribunale, la stazione e come altri cantieri, per esempio quello delle costruende caserme dell'Arma (via Rigopiano) e della Finanza (lungomare sud). In sostanza pattuglie del 113 (in collaborazione con tutte le altre forze dell'ordine) entreranno sulla strada parco, ne percorreranno probabilmente un tratto a piedi, controlleranno, magari si fermeranno per una breve sosta e poi andranno via: una volta all'ora, o due, o tre, o una volta ogni venti minuti, secondo un calendario ancora da stabilire con ordinanza firmata dal Questore.
Il cantiere è presidio da controllare anche in considerazione del fatto che è un magazzino aperto e ricco di materiali e strumenti, per questo di notte in zona si vedono vigilanti privati.
Le forze dell'ordine non si limiteranno a esercitare i controlli sulla strada parco ma possiamo immaginare che eserciteranno anche un monitoraggio informativo perchè la prevenzione è ovviamente fondamentale. Per il resto il popolo anti-filovia è libero di protestare purchè rispetti certe leggi, per esempio dovrà annunciare eventuali manifestazioni pubbliche e soprattutto dovrà permettere che i lavori procedano.
Che cosa accadrà quando gli operai chiuderanno il tratto attualmente in lavorazione e si sposteranno ancora più avanti? I manifestanti toglieranno il gazebo, come hanno già fatto lunedì, per trasferirsi più in là oppure cambieranno tattica e strategia? Il pericolo per loro non è solo la denuncia penale quanto la possibile richiesta di danni da parte dell'impresa: tante ore o tanti giorni di non lavoro potrebbero corrispondere a proporzionali risarcimenti in sede civile. Un rischio che, effettivamente, può far paura anche ai più determinati.