Il coordinamento si prepara alla lotta per vie legali «Politica incapace di accogliere le istanze»
PESCARA. Si respira un'aria da guerra fredda accanto al nuovo presidio dei cittadini contrari alla filovia. La passerella di polizia e carabinieri sulla strada parco, all'altezza di via Ambrosio Palma, è lo specchio di una distanza tra manifestanti e istituzioni che si va ingigantendo giorno dopo giorno. La forbice tra il fronte del no da un lato e la Gtm, Regione Abruzzo e Comune di Pescara dall'altro, non era mai stata così ampia.
Dal blitz di lunedì mattina, quando le forze dell'ordine hanno costretto i membri del coordinamento ad abbandonare il gazebo all'altezza delle Naiadi e a lasciare il passo agli operai incaricati di portare avanti l'appalto, gli agenti non hanno smesso di controllare a vista coloro che hanno deciso di continuare la battaglia e di allestire un secondo presidio accanto al cantiere che avanza. Le pattuglie si alternano a distanza di qualche manciata di minuti, temendo per l'ordine pubblico. Sui manifestanti, ripresi anche dalle telecamere della polizia scientifica, pesa il rischio di una denuncia per violenza privata e occupazione abusiva di suolo pubblico.
«La nostra è una lotta civile e democratica nei confronti di un cantiere simbolo di una logica imprenditoriale sbagliata e di una volontà politica prevaricatrice», fanno sapere dal coordinamento, «lo sgombero del presidio rappresenta una clamorosa sconfitta di una politica incapace di accogliere le istanze dei cittadini che pretende di rappresentare». Loredana Di Paola, alla testa del coordinamento, prova a fotografare la questione e a spiegare le ragioni del clima surriscaldato degli ultimi giorni: «Avevamo allestito il presidio permanente per cercare di sensibilizzare tutti i cittadini di Pescara sulla questione filovia. Speravamo in una mobilitazione di massa, che però si è verificata fino a un certo punto. Abbiamo chiesto più volte, in nome dell'interesse collettivo, la sospensione temporanea dei lavori per permettere un reale confronto e chiarire le molteplici e pericolose zone d'ombra che gravano su un progetto che non è stato mai votato dal consiglio comunale. Le istituzioni hanno risposto con un atteggiamento di totale chiusura e, con la forza, hanno deciso di portare avanti il cantiere della filovia».
L'ultima carta da giocare resta il ricorso alle vie legali. Quindici giorni fa l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha aperto un'istruttoria sull'operato della Gtm «per la verifica della legittimità del comportamento della stazione appaltante in relazione alle disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale e a eventuali discrasie procedurali». L'organo collegiale, nominato da Camera e Senato, ha poteri ispettivi e sanzionatori e ha la facoltà di trasmettere atti e rilievi agli organi giurisdizionali competenti. Inoltre, sabato scorso, Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, ha comunicato di aver presentato un esposto alla Corte dei Conti per verificare se ci siano irregolarità amministrative nel progetto esecutivo.