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Pescara, 20/06/2026
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Data: 20/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cordoma, dimissioni ritirate al fotofinish. Il sindaco incontra Di Stefano, Sospiri e i ribelli del Pdl e ci ripensa: «E' per il bene della città»

Scelto l'ultimo giorno utile per tenere in piedi il consiglio comunale ed evitare il commissariamento. «Ma ci pensavo da una settimana»

MONTESILVANO. Aveva 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni. Nella mattinata di ieri l'annuncio ufficiale: resterà sindaco di Montesilvano. Pasquale Cordoma ha aspettato fino all'ultimo giorno prima di prendere la decisione definitiva.
La svolta è arrivata dopo l'incontro del sindaco con il senatore Fabrizio Di Stefano e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, a cui hanno partecipato i tre ribelli del Pdl Stefania Di Nicola, Paolo Cilli, Adriano Tocco e il presidente del consiglio comunale Vittorio Catone. La giornata politica è proseguita fino alla mezzanotte inoltrata, con la riunione della maggioranza. Quella di non lasciare la città al commissariamento era una decisione che Cordoma, come ha rivelato, stava maturando dentro di sé da una settimana. Soltanto ieri mattina, però, la scelta si è concretizzata con la presentazione e il protocollo della lettera di revoca. Il passo indietro, ha spiegato il sindaco, è stato determinato da diverse ragioni. In primis «il senso di responsabilità verso i cittadini che per tanto tempo hanno sperato e sperano ancora in un modo nuovo di amministrare». Una motivazione fortemente unita al «desiderio di portare a termine un grande lavoro iniziato attraverso il risanamento dei conti» e alla «volontà di non lasciare ancora una volta la città a un commissariamento, che la riporterebbe indietro nel tempo, proprio ora che c'è bisogno di una grande operosità per garantire lo sviluppo di Montesilvano». Cordoma ha parlato di un riavvicinamento delle posizioni politiche e di un forte sostegno dalla maggioranza, che ha definito «mai come ora unita e coesa intorno a me». Ha poi aggiunto: «Il quadro politico si è sedimentato, pur lasciandomi qualche strascico, ma consegnandomi la comune volontà della maggioranza e di alcuni di quelli che il 28 settembre hanno votato contro la delibera sugli equilibri di bilancio, a portare a termine il mandato».
Il no all'assestamento di bilancio durante l'infuocato consiglio in cui fu sfiduciato il sindaco, era stato determinato da un solo voto: 13 i sì contro i 14 pareri negativi, tra cui decisivi i voti contrari dei ribelli del partito e l'astensione del presidente Catone. «Alla base del gesto di sfiducia non credo ci sia stata una divergente visione politica rispetto alle decisioni amministrative, ma, forse, incomprensioni umane e personali», ha sottolineato il sindaco.
Nessun vinto e nessun vincitore nel ritorno di Pasquale Cordoma a piazza Diaz dunque: «A vincere è stata la città, che merita di essere governata e di continuare a crescere. Montesilvano ripartirà dalle grandi opere pubbliche già in cantiere». Fondamentali nella decisione sono state «le tante attestazioni di stima» ricevute, insieme agli «inviti ad andare avanti» e «all'affetto di tanti cittadini». Ma a spingerlo a riconsiderare la scelta presa è stata anche «la fermezza nel voler ricucire al più presto un rapporto umano e politico con coloro che non mi sono stati vicini», ha chiarito. «Ritengo giusto proseguire un cammino non facile iniziato nel giugno 2007 e che, portato a termine, restituirà ai suoi cittadini una Montesilvano sicuramente migliore e più vivibile. Il mio è un gesto d'amore verso la città, nella speranza che ormai appartenga al passato ciò che ha segnato il consiglio dello scorso 28 settembre».

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