Il giorno dopo aver dovuto arretrare il presidio per l'avanzare del cantiere, il Coordinamento "No filovia" riprende la lotta su altri fronti e con altri mezzi. «Ora la parola passa alla Magistratura», assicurano i responsabili del movimento alludendo alle prossime denunce alla Procura riguardanti due questioni, sulle quali si punta molto per evintare quel che oggi appoare inevitabile. Una è la necessità della Via, la Valutazione d'impatto ambientale, relativo all'inquinamento elettromagnetico prodotto dal Filò con gli annessi e connessi, e in modo particolare i contestatissimi pali e tralicci. L'altra è il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza in riferimento ai marciapiedi della strada parco che dovrebbero ospitare le pensiline, ritenute del tutto insufficienti e pericolose. Una battaglia nella quale il Coordinamento sarà affiancato da Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), il quale ha qualche altra freccia al proprio arco nell'attesa che l'Autorità di vigilanza sui pubblci contratti si esprima sull'esposto di Gianni D'Intino. Intanto nella sede dell'associazione strada parco, continua lo sciopero della fame col turn over da parte degli aderenti (già un centinaio). E il presidente Mario Sorgentone gioca la sua carta oggi incontrando il prefetto Vincenzo D'Antuono per chiedergli di attivarsi affinché l'Amministrazione comunale affronti ancora il problema in un'assise civica pubblica. Insomma, la partita non è affatto chiusa.