Il prefetto inviterà il Comune a esprimersi sulla petizione firmata da 1380 mani contro la filovia sulla strada parco. Palazzo di città avrebbe già dovuto farlo, secondo i tempi scritti nel regolamento comunale. Così non è stato; così l'associazione "Strada Parco" capitanata da Mario Sorgentone è dovuta arrivare a chiedere al prefetto Vincenzo D'Antuono di intervenire. L'incontro, ieri mattina, si è allungato per più di un'ora e mezza. «Con grande disponibilità, il prefetto ha detto che avrebbe invitato il sindaco a convocare il consiglio comunale per esprimersi sulla petizione», racconta Sorgentone, che ha chiesto, nel frattempo, la sospensione dei lavori. Ma su questo punto, il Prefetto ha detto con chiarezza di non avere potere di intervento. La petizione, presentata più di un anno fa, chiedeva di valutare il percorso alternativo di via Caravaggio-via Ferrari, per salvare l'oasi ciclopedonale da un'opera su cui pesano ombre. Nessuna risposta dall'amministrazione comunale, mentre i lavori sulla strada parco sono partiti. E' proprio per la sordità della politica che l'associazione di Sorgentone ha bussato alle porte del prefetto; è per questo che lunedì è partita, davanti Villa Sabucchi, la catena della fame: ieri sono rimasti a digiuno i signori Rosa, Enio, Camillo; domenica resterà senza toccare cibo anche Antonella Allegrino (Idv). Dalla zona Naiadi, intanto, i lavori della filovia continuano verso sud sotto la sorveglianza speciale delle forze dell'ordine, dopo lo sgombero del presidio del coordinamento "No Filovia" che per tre settimane era riuscito a rallentare i lavori: da lunedì il coordinamento ha arretrato il fronte, ma va avanti nella battaglia. Anche ieri, all'altezza di via Aspromonte decine di cittadini si sono alternati nel gazebo-simbolo della lotta che continuerà per vie legali. «La strada parco sarà inaccessibile -dice Gianni D'Intino, davanti il gazebo dei No Filovia -. Come quando c'era la ferrovia». Ma di fronte a un'opera priva di Via, valutazione di impatto ambientale, i cittadini sollevano dubbi anche sul rischio-inquinamento. «Nella relazione del ministero dei trasporti, del 2007 - segnala D'Intino - si diceva che sono state effettuate con esito positivo le prove di compatibilità elettromagnetica sul veicolo a motore (autobus), non sul veicolo come filobus nè sul sistema veicolo-infrastrutture nel suo complesso».