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Pescara, 20/06/2026
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21/10/2010
Il Messaggero
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Tremonti: fisco più semplice, la priorità sarà la famiglia. Fisco: Barbi (Cgil), tassare grandi patrimoni |
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«Centrale la lotta all'evasione, ma per ridurre le tasse servono risorse certe»
ROMA Silvio Berlusconi non si è lasciato sfuggire l'occasione di presiedere il tavolo al quale ieri, al ministero dell'Economia, governo e parti sociali hanno iniziato a parlare della riforma fiscale. Ma seduto accanto a lui, il padrone di casa Tremonti ha messo in chiaro quali saranno i vincoli di cui il progetto dovrà tenere conto: il riassetto del sistema tributario dovrà essere "euro-compatibile" ossia in grado di passare l'esame dell'Unione europea, visto che sarà inserito nel piano nazionale di riforme richiesto dalle nuove regole comunitarie. Per questo dovrà essere scritto «con numeri credibili e non con formule letterarie». Concretamente quindi l'eventuale perdita di gettito derivante dalla riduzione delle aliquote non potrà essere coperta con i proventi della futura lotta all'evasione, perché «non si può mettere il carro davanti ai buoi». Piuttosto, ha spiegato il ministro dell'Economia, prima bisognerà portare avanti il contrasto all'evasione, poi si potranno utilizzare i relativi fondi nell'ambito della riforma fiscale. Insomma questo tipo di azione (a cui del resto è stato dato slancio anche con la manovra estiva) è fondamentale ma va realizzata e non annunciata. Anche sul versante delle riduzioni di spesa il vaglio delle coperture dovrà essere severo, e dunque fondato «su un recupero effettivo e non su discussioni generali». La conclusione implicita è che la strada per una riduzione generalizzata del prelievo appare quanto meno in salita. Ecco dunque che il governo punterà le sue carte sulla semplificazione e sulla razionalizzazione di un apparato concepito ormai quasi mezzo secolo fa. Del resto il passaggio "dal complesso al semplice" è una delle tre linee guida del Libro Bianco scritto dallo stesso ministro nel 1994: concretamente si tratterà di disboscare i 242 regimi di esenzione e agevolazione che si sono stratificate nel corso degli anni (documentate da un apposito dossier del ministero) e che «erodono la base imponibile» per oltre 140 miliardi di euro. La semplificazione riguarderà anche le parallele agevolazioni sociali gestite dall'Inps sotto forma di trasferimenti monetari (ad esempio gli assegni al nucleo familiare); è prevedibile, anche se il ministro non lo ha detto esplicitamente, che molte delle attuali detrazioni siano assorbite proprio dall'Inps. In questo difficile lavoro, le priorità del governo resteranno la famiglia (con l'obiettivo di dare ai nuclei familiari maggiore libertà di scegliere come allocare le proprie risorse), il lavoro e la ricerca. Delle altre due linee guida del '94, "dal centro alla periferia" sarà realizzata nell'ambito del federalismo fiscale, mentre "dalle persone alle cose" dovrà essere oggetto di approfondimento: Tremonti ha ribadito la propria contrarietà ad un inasprimento della tassazione sui patrimoni che tocchi anche i titoli di Stato, dicendosi però disposto a discutere. I tempi saranno quelli, non brevi ma nemmeno biblici, di una legge delega seguita in maniera progressiva da decreti attuativi. Il tavolo si dividerà in sottotavoli settoriali, ed una nuova convocazione dovrebbe arrivare in 3-4 giorni. Tra i partecipanti, Emma Marcegaglia pur apprezzando l'avvio della riforma ha chiesto «segnali in tempi stretti», Raffaele Bonanni ha ricordato le esigenze di lavoratori e pensionati mentre Guglielmo Epifani ha fatto notare che la riforma dovrà inevitabilmente «fare delle scelte» e dunque «dare a qualcuno e prendere da qualche altra parte».
Fisco: Barbi (Cgil), tassare grandi patrimoni
"Sull'esito del tavolo convocato oggi dal ministro Tremonti sui temi del fisco con le parti sociali, sono prudente. È comunque l'occasione per una discussione trasparente. E in questo paese diventa una notizia, quando in realtà dovrebbe essere una cosa normale". Lo ha dichiarato ai microfoni di RadioArticolo1 Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil, ospite della trasmissione Italiaparla. "Nel merito - afferma vedremo quello che accadrà. Noi andiamo a quel tavolo con opinioni molto precise. Ma non penso che ci sia un cambiamento sostanziale di metodo da parte di questo governo: ora che è più debole è semplicemente costretto ad accettare il confronto. Non può continuare con la stessa unilateralità che sfoggiava un tempo, non ne ha più la forza".
Quanto al tema fiscale, per Barbi "i redditi fissi pagano troppo, più di quello che dovrebbero e i grandi patrimoni sono tassati meno di quanto dovrebbero. Ne risentono anche i consumi. Per questo i profitti e i capitali si indirizzano verso le rendite e le posizioni parassitarie di speculazione e meno verso gli investimenti su imprese e produzione. Un altro elemento fondamentale è la lotta all'evasione fiscale: gli strumenti per portarla avanti ci sono. Pensiamo alla tracciabilità dei patrimoni. Ma il governo non si muove".
Nelle proposte avanzate, osserva il sindacalista, ci sono molti elementi in comune con Cisl e Uil, a partire dalla "lotta all'evasione e lo spostamento del peso fiscale dal lavoro dipendente ai grandi patrimoni". Ma ci sono anche punti di distanza. "La Cgil - conclude Barbi - insiste sulla questione dei grandi patrimoni e avanza la proposta di una tassa patrimoniale per i redditi superiori ad 800 mila euro, simile a quella francese".
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