ROMA. Niente tasse sulle rendite finanziarie e nesuna intenzione di utilizzare i proventi della lotta all'evasione per ridurre le imposte. Invece spostamento del prelievo dalle persone alle cose e riduzione del numero delle detrazioni. Tutto in tre fasi. Il governo scopre le carte nel primo confronto sulla riforma fiscale con i sindacati e la Confindustria, e Berlusconi presente all'incontro col ministro Tremonti, ne spiega i punti cardine. A partire dallo «spostamento dell'asse del prelievo dalle persone alle cose e dal centro alla periferia». Valutazione respinta dalla Cgil perchè porterebbe a una maggiorazione delle aliquote Iva. «C'è da trasecolare» commenta il Pd.
Nella «grande riforma attesa da quarant'anni» - parole di Berlusconi - un posto significativo spetta al disboscamento delle 242 detrazioni e deduzioni che attualmente priverebbero l'Erario di 140 miliardi, oltre all'introduzione del quoziente famiglia (meno tasse col crescere dei dei componenti) e l'ipotesi di ridurre da cinque a due le aliquote Irpef attuali. Ancora da definire nel dettaglio la lotta all'evasione e contrarietà del governo a colpire le rendite. Tremonti dice di «essere refrattario a tassare i Bot» e contrario anche a concentrare la riforma fiscale «sull'ipotesi di recupero dell'evasione fiscale». Il governo intende mettere a punto una legge delega in Parlamento e una serie organica di decreti allegati. Ma prima sarà convocato un nuovo tavolo di confronto entro tre-quattro giorni.
Le prime reazioni sono di attesa o contrarietà. Per Emma Marcegaglia, leader della Confindustria, serve una «riforma complessiva e non parziale». E mentre annuncia la sua piena collaborazione chiede che «qualche segnale vada dato in tempi non troppo lunghi». Il segretario della Cisl Bonanni avverte che nella discussione sulla riforma «bisogna coinvolgere l'opposizione» e non è tollerabile caricare ancora troppo sull'Irpef: bisogna invece «colpire le rendite, anche quelle finznaiarie». Il leader della Cgil Epifani chiede che la riforma fiscale debba avere una priorità: « Ridurre il carico fiscale sul lavoro dipendente e sull'occupazione, lavorare seriamente contro l'evasione e scaricare su altre forme di reddito». Anche Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio avverte di non «aggravare il prelievo fiscale sui consumi».
La riforma è urgente «ma non la faranno mai» commenta Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd è scettico sull'azione del governo e si chiede perchè l'esecutivo non prenda di petto «la questione degli evasori». E Stefano Fassina, responsabile economico dello stesso partito, definisce quello del governo «un generico disegno di legge delega da approvare a ridosso della fine della legislatura, ossia fuori tempo massimo per emanare i decreti attuativi e quindi in modo da poter fare la sesta campagna elettorale promettendo di ridurre le tasse».