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Pescara, 20/06/2026
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Data: 22/10/2010
Testata giornalistica: Il Sole 24ore Trasporti
Asstra, Anav, Filt-Cgil: «Regime pensionistico immutato». Nel Tpl tutto rimane com'è.

In Gtt, a oggi, non vi è alcun caso di dipendenti che debbano guidare fino a 68 anni per andare in pensione. Poiché non vi sono riforme dell'ordinamento pensionistico nazionale, nonostante la recente modifica al Codice della strada non si prevedono sensibili variazioni per il futuro». Il Gruppo torinese trasporti sceglie il basso profilo nel commentare la nuova norma del Codice della strada sui professionsti over 65. «Per fare domanda di assunzione in Gtt come autista non bisogna aver superato i 40 anni di età», continuano dall'azienda. «Questo vuoi dire che, di norma, a 60 anni tutti gli autisti hanno maturato 20 anni di contributi». Dello stesso avviso l'Asstra. «Riteniamo che la norma non sia destinata a incidere nella sostanza sulle aziende di trasporto pubblico. Basti pensare che per prolungare la guida è necessario, oltre alla volontà del conducente, anche l'assenso dell'azienda. Inoltre, sul piano formale la norma non sembra formulata per indirizzare in modo specifico il settore del trasporto pubblico locale passeggeri. Nonostante la possibilità di guidare fino a 68 anni riguardi anche i nostri autisti, infatti, il regime pensionistico degli autoferrotranvieri rimane lo stesso». Più accesa la reazione di Tullio Tulli, direttore generale Anav: «La norma ci vede nettamente contrari. Non ne condividiamo la ratio politica ed economica e presumiamo che sia stata varata per favorire il lavoro autonomo dei padroncini». Tulli pone inoltre l'accento sul contrasto tra questa disposizione e un sistema pensionistico che «per gli autoferrotranvieri prevede il trattamento anticipato a 60 anni». Regime pensionistico che, fa notare Santo Di Santo della Filt-Cgil «naturalmente rimane immutato», ma il sindacalista riaccende il faro su quello che sembra essere il vulnus più sentito della norma: «I rischi per la sicurezza del conducente e dei passeggeri trasportati». Il concetto è ben espresso da un addetto ai lavori, Riccardo Gravina, 35 anni, romano, autista per la società Sata: «Questo è un lavoro usurante ed è impensabile alzare l'asticella del limite alla guida ai 68 anni». Gravina non ne fa una questione di forza fisica: «I mezzi moderni sono dotati di automatismi che li rendono facilmente manovrabili». Il problema è più di natura psicologica: «II traffico aumentato negli anni in maniera esponenziale e tutti questi piani pullman diversi da città a città rendono davvero stressante il nostro mestiere. Affidare il volante a un over 65 rischia di essere pericoloso».

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