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Pescara, 20/06/2026
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Data: 22/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Filovia pronta nel 2012». Russo: moderna e non inquinante, ce la invidieranno «Della proposta di fermare i mezzi il sabato e la domenica e dei marciapiedi si può discutere»

PESCARA. Primavera 2012: tutti in carrozza. Non è una promessa, tantomeno una minaccia. Potrebbe essere uno slogan se a Michele Russo ne servisse uno per lanciare la filovia delle mille polemiche. Il presidente della Gtm, ente appaltante dei lavori per la realizzazione di Filò, parla della grande opera guardando con un occhio il rumoroso popolo del no e con l'altro il taciturno popolo del sì. «I lavori sono ripresi dopo il picchetto messo su dai protestanti: tra un anno e mezzo il primo lotto, dai grandi alberghi di Montesilvano alla stazione centrale di Pescara, sarà pronto e operativo».
Russo, dicono che il magnetismo derivante dai cavi elettrici potrà creare gravi problemi alla salute dei cittadini.
«Con Filò non esiste inquinamento elettromagnetico perché parliamo di corrente elettrica continua e non alternata. Non ci sarà neppure inquinamento acustico: il mezzo viaggia su gomma, mica su rotaia».
C'è il rischio che agli incroci si creino le odiose file di macchine come quando c'erano i passaggi a livello?
«No. Cominciamo col dire che prima di ogni incrocio ci sarà una fermata e che tutte le fermate saranno fisse, non a chiamata. Agli incroci, avremo sempre Filò in fase di ripartenza, quindi a velocità moderata. Inoltre, i semafori avranno la capacità di interagire con i mezzi e la cosa permetterà un uso razionale del tempo. In linea di massima, gli automobilisti avranno un rosso di 10 secondi ogni 10 minuti».
In qualità di presidente della Gtm, le è stato chiesto da parte del "fronte del no" di sospendere i lavori.
«Non è mai stata mia intenzione procedere in tal senso. Inoltre, anche se lo volessi non potrei. Quando si dice che l'articolo 9 del contratto con la Balfour Beatty prevede la sospensione dei lavori a insindacabile giudizio della Gtm, si dice una mezza verità. La verità completa è questa: potremmo agire solo per causa di forza maggiore. Quindi, calamità naturali. Molti hanno confuso la forza maggiore con l'ordine pubblico, mandando in confuzione i cittadini».
Il Centro lancia una proposta per andare incontro a chi Filò non lo vuole: allargare il marciapiede lato mare e fermare i mezzi il sabato e la domenica, giorni in cui la strada parco è fruita da una larga fetta della città e non solo dai residenti.
«Modifiche di questo livello, non sostanziali, possono essere discusse. L'allargamento del marciapiede, però, è di competenza del Comune e non della Gtm. Sull'interruzione delle corse in quei giorni si può aprire un dibattito. Chiediamoci anche cosa ne penseranno i commercianti: il sabato è il giorno in cui il centro della città viene maggiormente aggredito dalla gente per lo shopping».
Il ballo delle cifre è frenetico.
«Infatti. Preciso subito un particolare: sbaglia chi indica in 31 milioni di euro il costo del primo lotto. La vera cifra è 25 milioni perché c'è stato un risparmio sulla base d'asta. Ci stiamo adoperando presso il ministero dei Trasporti per farci assegnare i 6 milioni di differenza. Ed è già stata attivata la procedura per ottenere gli interessi attivi maturati sui 25 milioni. Utilizzeremo il tutto per finanziare il secondo lotto, aggiungendoci 21 milioni recuperabili dai fondi Fas».
Si accusa la filovia di essere portatrice di debiti per il Comune di Pescara.
«Il Comune non c'entra nulla. Le perdite del trasporto pubblico sono a carico della Regione. Oggi, per gli autobus, la vendita dei biglietti copre solo un terzo della spesa reale della Gtm. Il trasporto pubblico, avendo una finalità sociale, non può pensare agli utili. Se lo facesse, ampie zone e intere fasce di popolazione sarebbero tagliate fuori. Non abbiamo mai indicato in 800 il numero di passeggeri da trasportare ogni ora. Si è detto, cosa ben diversa, che 800 è la capacità massima di trasporto».
I pali della filovia hanno spaventato molti.
«Anche su questo argomento sono stati diffusi numeri bizzarri. Faccio un prologo: i pali di Filò, uno ogni 30 metri, fungeranno anche da moderni punti luce. Di conseguenza, spariranno i vecchi lampioni piazzati a distanza di 15 metri uno dall'altro. Viene da sè che, a lavori ultimati, sulla strada parco ci saranno meno pali di quanti ne abbiamo adesso».
Dica la verità: cosa pensa davvero della filovia?
«Non c'entro nulla con il progetto, che fa riferimento all'epoca in cui alla guida della Gtm c'era Donato Renzetti, nominato dal centrosinistra. All'inizio ero scettico. Poi, studiando le carte l'ho apprezzato e adesso non posso fare a meno di sottolineare l'importanza dell'opera e il buon lavoro svolto dal mio predecessore. Filò è il mezzo migliore e il più moderno per il trasporto in città. Riteniamoci fortunati perché, data la nostra dimensione urbana ridotta, non saremmo mai potuti arrivare a quei finanziamenti se non ci fosse stato il vecchio tracciato della ferrovia, cioè la strada parco».
Alla manifestazione contro i lavori hanno partecipato in tanti.
«Hanno detto tremila persone, alle quali va il mio rispetto. Ma ce ne sono tantissime che vogliono questa opera e di cui non si parla mai. Ricevo mail e lettere tutti i giorni. Dobbiamo essere più realisti del re: è troppo tardi per fermare i lavori. Ma dove sono stati in questi anni i politici che adesso arringando i pescaresi? Qualcuno sta sfruttando i riflettori puntati sulla strada parco. Alla gente del posto mi sento di dire una cosa: nessuno di voi avrà problemi, tantomeno economici, dalla filovia. Anzi, gli immobili saranno impreziositi dalla presenza di Filò. Ne riparleremo».

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