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Pescara, 20/06/2026
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Data: 22/10/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
Diecimila firme per dire sì alla filovia. Questa mattina il professor Torlontano dal Prefetto per consegnare la petizione

Inquinamento. Per il senatore la città ha bisogno dell'opera da realizzare in base al progetto iniziale «È il traffico l'unico responsabile dell'innalzamento dei livelli delle polveri sottili nell'aria»

Vanno tutti dal prefetto per sollecitarlo sul caso filovia. Dopo il Coordinamento e Mario Sorgentone, nettamente contrari alla realizzazione del progetto sulla strada parco, oggi è il turno di Glauco Torlontano, il quale incontra Vincenzo D'Antuono per ribadire il "sì" alla filovia. Il senatore porta con sé il libro bianco sull'inquinamento, 10.350 firme di cittadini e le adesioni di 40 associazioni, fra le quali Sos inquinamento, Italia Nostra e una parte del Wwf. Lunedì scorso, quando c'era stato lo sgombero del presidio per far avanzare il cantiere, Torlontano aveva avuto un match verbale con i responsabili del Coordinamento. E ieri ha spiegato perché continua a sostenere il progetto: «I dati dell'Arta parlano chiaro: l'inquinamento a Pescara è causato esclusivamente dal traffico veicolare che produce le polveri sottili (il famigerato Pm10), dunque la soluzione del gravissimo problema passa per un moderno e funzionale piano della mobilità e la filovia risponde perfettamente a questa necessità. La filovia, sia ben chiaro, secondo il progetto originario, che prevede il collegamento veloce dalle porte di Silvi a quelle di Francavilla». Sorgentone replica al senatore che «se è possibile valutare il percorso alternativo su via Caravaggio-via Ferrari, perché distruggere proprio la strada-parco se la filovia si può realizzare comunque da un'altra parte?». Ragionamento che secondo il professore non fila perché «il progetto era stato studiato per far transitare il filobus sul vecchio tracciato ferroviario e lì deve passare». E poi una stilettata al Coordinamento "No filovia": «La cosiddetta strada parco - conclude Torlontano - ha scatenato gli appetiti dei gruppi dei costruttori che hanno favorito e alimentato la protesta dei cittadini in buona fede, al solo scopo di difendere le loro speculazioni edilizie». Discorso, questo, che manda su tutte le furie le persone che da un mese fanno la "guardia" al cantiere: «Qui non ci sono soltanto i costruttori, - hanno ribattuto seccamente quelli del Coordinamento - anzi la maggior parte di noi non ha alcun interesse economico, è vero invece che qui c'è gente che toglie tempo alla famiglia, si prende le ferie, sopporta il freddo e salta i pasti, il tutto per una battaglia di civiltà».

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