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Pescara, 20/06/2026
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Data: 22/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Teramo-mare crollata, cinque nei guai. Sono dirigenti Anas e tecnici. L'accusa: norme ignorate e materiali non adatti

TERAMO. La procura chiude l'inchiesta sul crollo delle Tramo mare con cinque indagati. Si tratta di due direttori dei lavori, entrambi dirigenti Anas, e di tre direttori tecnici dell'impresa capofila del raggruppamento che ha costruito quel tratto di superstrada.
Per la procura la strada è franata perchè non è stata costruita seguendo le norme e soprattutto perchè non è stato utilizzato il materiale adatto per il "rilevato" stradale sotto il tappeto d'asfalto. L'ipotesi di reato contestata a tutti gli indagati è quella di frana colposa. L'avviso di conclusione delle indagini, firmato dal procuratore Gabriele Ferretti, mette un punto fermo all'inchiesta aperta per capire perchè il 22 aprile del 2009 parte della carreggiata in direzione Giulianova franò, ingoiata dalla piena del Tordino. Secondo il consulente tecnico della procura quel crollo c'è stato perchè l'opera non è stata realizzata seguendo le regole previste per la costruzione di strade vicino ai corsi d'acqua. L'inchiesta, che porta anche la firma del sostituto procuratore Roberta D Avolio, magistrato di turno in quelle ore, ha ripercoso tutte le fasi della realizzazione dell'opera, dai progetti iniziali alle varie perizie di variante fino alle autorizzazioni che sono state rilasciate, anche se parte del materiale richiesto dai magistrati non è stato acquisito perchè andato distrutto con il terremoto del 6 aprile visto che la sede del compartimento regionale dell Anas si trova all Aquila. La sintesi di 18 mesi di indagini e perizie è che quel tratto di superstrada poteva essere realizzato in un'area che si trova vicino al corso di un fiume, ma proprio per questa particolarità i lavori dovevano essere fatti seguendo delle normative specifiche e utilizzando dei materiali adatti visto la vicinanza della strada al fiume. Secondo i magistrati solo questo avrebbe potuto garantire una tenuta diversa in caso di esondazione del corso d'acqua. Solamente in questo modo, dunque, si poteva evitare che l'esondazione del fiume (fenomeno ipotizzabile) potesse ingoiare la strada. Ma quelle opere sulla Teramo-mare non sono state fatte e quel 22 aprile di diciotto mesi sulla carreggiata in direzione Giulianova si rischiò la tragedia: quella mattina una pattuglia della polizia stradale di Teramo fermò il traffico appena in tempo. Solo l'arrivo immediato dei poliziotti, che dalle segnalazione di alcuni automobilisti capirono che qualcosa stava succedendo, evitò che la furia dell'acqua ingoiasse anche le auto di passaggio. Oggi, dopo mesi di nuovi lavori, quel tratto di superstrada è stato rifatto.

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