Forse un ruolo nazionale per il parlamentare per arrestare la diaspora del partito in Abruzzo
L'AQUILA. I finiani abruzzesi, in rivolta per la nomina al vertice regionale catapultata dall'alto del parlamentare Giampiero Catone, dovranno attendere la giornata di oggi per conoscere il destino del neo coordinatore regionale del comitato costituente di Fli (Futuro e libertà per l'Italia), del quale la base ha chiesto la testa.
La riunione dei vertici nazionali del partito di Gianfranco Fini, ieri a Roma, è andata avanti per molte ore e fino a tarda sera non è trapelata nessuna decisione. L'unica cosa certa è che sul tavolo di discussione sulla situazione nazionale è stato preso in esame il caso abruzzese e, in particolare, la mossa di revocare Catone per assegnargli un ruolo nazionale. D'altra parte, i venti della rivolta sono arrivati ampiamente a Roma dove hanno preso atto della raffica di dimissioni di esponenti di Generazione Italia e del disimpegno di una cinquantina di circoli disseminati in tutte e quattro le province abruzzesi. A Roma è arrivata anche la minaccia di abbandono da parte di Alfredo Castiglione, vice presidente della giunta regionale, finiano della prima ora e consigliere regionale di Fli, oltre che responsabile regionale di Generazione Italia, deluso dalle modalità di nomina di Catone.
Ad attendere il pronunciamento dei vertici nazionali direttamente a Roma è stato l'altro leader abruzzese di Fli, Emilio Nasuti, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio: «E' in corso una riunione di tutti i parlamentari per dare il primo assetto al partito, di conseguenza entro domani sapremo quale sarà l'assetto per l'Abruzzo e se ci sarà un organigramma». E il problema Catone? «A Roma conoscono la situazione che si è creata in Abruzzo», spiega Nasuti, «e sapranno come risolverla. Credo che lo stesso onorevole Catone si stia rendendo parte attiva alla soluzione della problematica perché si costituisca un partito forte che non perda pezzi già in partenza».
Quella di ieri è stata comunque una giornata contraddittoria. Infatti, prima che a Roma cominciasse la riunione decisiva sulle sorti di Catone, lo stesso parlamentare aveva convocato una conferenza, per questa mattina a Pescara, per annunciare l'ingresso in Fli del movimento politico Sfl - Innovazione Europea di Lorenzo Valloreja. Catone ha anche annunciato che, nel corso dell'incontro con la stampa, parlerà delle «future strategie di Fli riguardo al territorio abruzzese». Ma il malcontento non sembra attenuarsi tra i finiani. Il consigliere della lista civica «L'Aquila Città unita», Luigi Faccia, ha sottolineato che nella riunione dei quadri di Generazione Italia della provincia dell'Aquila si è avvertito un «forte imbarazzo per la nomina di Catone con una presa di posizione di quasi tutti i circoli provinciali» del movimento.
«Nulla sulla persona», ha aggiunto Faccia, «le critiche sono sulle modalità. fini ha sempre attaccato Berlusconi sulla gestione verticistica del partito ma ha fatto la stessa cosa, e questa è la perplessità della base».