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Pescara, 20/06/2026
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Data: 22/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Detrazioni da accorpare. Semplificare l'Irpef con meno agevolazioni «Sono 242 ed erodono il gettito erariale»

ROMA. Sarà l'Irpef uno dei pilastri della riforma. Il Tesoro punta ad una semplificazione e soprattutto ad un «disboscamento» delle stratificazioni che hanno visto la tassa cambiare nel tempo e ramificarsi come una tela di ragno. L'obiettivo da una parte è rendere più facile la vita al contribuente ma dall'altra anche recuperare gettito disperso in decine e decine di rivoli che oggi non fanno esattamente la differenza nei bilanci delle famiglie. «La semplificazione è indispensabile», ha detto ieri il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera parlando al Congresso dei Commercialisti. «Tra le 242 forme di erosione del gettito molte saranno sicuramente accettabili, ma significa 242 pagine di istruzioni, di complicazioni per i cittadini. Il problema - ha affermato Befera - è che la prima, unica, grande riforma fiscale che abbiamo fatto è quella degli anni Settanta e da allora sono nate in modo spesso non ben pensate e non coordinate tutte queste forme di crediti, di detrazioni e di agevolazioni». L'obiettivo ora è dunque quello di «accorpare il più possibile», riferiscono fonti tecniche e possibilmente quello di arrivare, per esempio nel caso della famiglia, ad un unico contributo, sotto forma di assegno Inps che sarebbe più consistente ed eviterebbe la caccia alla ricevuta (per la palestra, la tessera del bus, la retta dell'asilo, solo per fare degli esempi). Chi è in grado di dire oggi quanto paga di Irpef? Il prelievo innanzitutto è diversificato sul territorio perchè all'imposta di base vanno aggiunte le addizionali comunale e regionale. C'è la tassazione «ordinaria», che è legata al livello di reddito al quale si applicano cinque aliquote crescenti ma c'è anche la tassazione «sostitutiva». Il caso più recente è quello dei premi di produttività sul lavoro che non seguono la progressività del reddito ma vengono premiati con una tassazione secca al 10%. Discorso analogo per i contribuenti «minimi», nell'ambito della categoria degli autonomi, che pagano una sorta di forfait e l'imposta a lo applicata è del 20%.

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