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Data: 23/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Collabora, Chiodi andrà dai pm. Vuole informarsi su possibili coinvolgimenti di Abruzzo Engineering

Il 2 novembre si svolgerà l'assemblea dei soci per decidere il futuro del sodalizio che ha forti perdite

L'AQUILA. L'avvio della indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza su presunte irregolarità nella cessione delle quote di Collabora spa alla Provincia, con undici indagati, ha stimolato una reazione clamorosa. C'è, infatti, l'iniziativa del presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, il quale ha chiesto, tramite il presidente di Abruzzo Engineering, l'avvocato Francesco Carli, un incontro con i magistrati che stanno conducendo l'inchiesta sul passaggio di proprietà di Collabora Spa alla Provincia. Chiodi (che a scanso di equivoci non ha nulla a che vedere con le indagini in corso) vuole contattare i magistrati prima del 2 novembre, data dell'assemblea della società che vede come socio di maggioranza la Regione con il 60% delle azioni, e come soci, Finmeccanica (30%) e Provincia (10). Visto che l'inchiesta su Collabora Spa vede tra gli indagati l'attuale direttore generale, Vittorio Ricciardi, il quale per il gip del tribunale in quel ruolo potrebbe reiterare il reato, questa potrebbe sfociare in una indagine su Abruzzo Engineering; l'intenzione di Chiodi è di verificare la situazione giudiziaria alla luce del fatto che il 2 novembre si dovrà decidere sul futuro del sodalizio che nel 2009 ha registrato perdite per circa 19 milioni di euro.
Non a caso, nell'ordine del giorno ci sono questi punti: eventuali iniziative per la liquidazione della società ovvero per la sua ricapitalizzazione alla luce dei dati del bilancio 2009 di Abruzzo Engineering e dei contenuti della relazione del revisore dei conti; in subordine al primo punto all'odg, eventuale aggiornamento del piano industriale societario e relativa attuazione, con specifico ed esplicito riferimento all'esigenza tecnico-contabile di garantire continuità aziendale per un periodo non inferiore a 12 mesi; eventuali iniziative per la messa in mobilità di tutto il personale. In AE, in crisi economica e di commesse, lavorano circa 200 persone che da mesi sono senza stipendio. AE nasce nel 2007 dalla ceneri di Collabora Engineering, società a sua volta controllato da Collabora Spa. Ma come lo stesso avvocato Carli tiene a precisare tra Collabora spa (che ora non esiste più anche se sulle sue vicende si indaga) e A.E. non esiste nessun punto di contatto.
L'inchiesta sul passaggio di proprietà della società mista pubblico-privato Collabora Spa ha portato la Guardia di Finanza a indirizzare le attenzione anche su Collabora Engineering, società controllata dalla stessa Collabora Spa, dalla quale è poi sorta Abruzzo Engineering, società regionale controllata al 60% dalla Regione, al 30% da Finmeccanica e al 10% dalla Provincia. L'amministratore delegato di Collabora Engineering dal 2002 al 2006 è stato Vittorio Ricciardi, attuale direttore generale di AE, ed ex amministratore delegato e proprietario del 49% delle azioni di Collabora Spa, una delle 12 persone coinvolte nell'inchiesta sul passaggio del sodalizio alla provincia dell'Aquila. In particolare, dall'attività di Collabora Engineering (90% di azioni controllate da Collabora Spa e 10% dallo stesso Ricciardi, socio privato) sarebbero emerse forniture a prezzi quattro volte superiori commissionate solo a due società, Penta Consulting e Abruzzo Lavoro, secondo la Guardia di Finanza riconducili allo stesso Ricciardi. Si tratta, comunque, di rilievi che non sfociano nel penale e al vaglio della commissione tributaria. Sempre secondo la Finanza, le forniture potevano essere assegnate alle due società perchè è stata stipulata una specifica convenzione. Intanto la Finanza continua gli approfondimenti sul passaggio di proprietà di Collabora Spa, inchiesta che ha portato al sequestro di beni, tra cui una Maserati e case, di Ricciardi. Tra le persone coinvolte il presidente del Consiglio comunale dell'Aquila, Carlo Benedetti, e il consigliere comunale del Pd, Fabio Ranieri. Intanto, sempre per quanto riguarda l'indagine, si è appreso da fonti della difesa, che la vendita di Collabora spa alla Provincia fu avallata da una delibera del consiglio provinciale di quell'epoca. Ne consegue, dunque, che tutti gli atti successivi che possono essere stati compiuti da dirigenti, funzionari, etc sono stati in qualche modo condizionati da quella decisione presa in buona fede.
DAI GIUDICI. Ci sono degli indagati, quali Giovanni Di Pangrazio, assistito dall'avvocato Antonio Milo del foro di Avezzano, che non avrebbero compiuto alcun atto in tal senso. Per questa ragione ci sono richieste dei sospettati di essere ascoltati prima possibile per chiarire le loro posizioni. La prossima settimana ci potrebbero essere le prime audizioni. Intanto l'avvocato Massimo Carosi che difende Omero Martella, ha chiesto gli atti alla procura aquilana per poter preparare una linea difensiva.
FRODE FISCALE. L'intero management, sette persone di un'impresa piacentina del settore del legname quotata alla Borsa di Parigi, è stato indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, fatture false, evasione fiscale per 60 milioni di euro. Le perquisizioni hanno consentito agli investigatori di acquisire un enorme carteggio e scoprire documentazione presumibilmente falsa attestante fra l'altro l'aggiudicazione di lavori in sub-appalto per la ricostruzione di alcune località terremotate dell'Aquila, in particolare a Coppito.

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