PESCARA - Un ring. Futuro e libertà in Abruzzo continua a franare, i suoi militanti a litigare, e nel frattempo si staccano uno dopo l'altro pezzi di Fli che fanno capo ad Alfredo Castiglione. Il primo è lui, ieri mattina, a ufficializzare le dimissioni da responsabile di Generazione: «Sono arrivato a questa decisione dopo essermi confrontato con la base del movimento e per il modo in cui è stato scelto il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Giampiero Catone». In serata escono i circoli di Montesilvano, Pescara, Torre, L'Aquila e Pineto. E mentre Castiglione è ormai uficialmente rientrato nel Pdl dal quale era uscito soltanto due settimane fa, Fini e Urso a Roma non prendono ancora una decisione che tenti di riportare la pace in Abruzzo. La riunione dei coordinatori finisce con un nulla di fatto, tanto che Giampiero Catone ieri mattina tiene la sua prima conferenza stampa da coordinatore. In rotta di collisione Emilio Nasuti che prima annuncia la sua partecipazione alla conferenza stampa e poi ci ripensa. «Ho seguito la volontà del mi popolo, della base, fatta di sindaci, assessori, consiglieri che vivono come un'imposizione quella di Giampiero Catone. Qualcosa non funziona se qui c'è un altro padrone».
No, qualcosa non funziona. E mentre Catone esibisce i nuovi acquisti, quelli ufficiali come Valloreja e quelli meno come Rocco Salini, Nasuti ammette di aver appreso le novità dai media: «Io devo sapere chi entra e chi esce da Fli, così non si può andare avanti». Critico anche con Castiglione, il presidente della Commissione Bilancio: «Ad Alfredo dico che noi in Regione, anche senza lui, diventeremo presto un gruppo di quattro consiglieri. Un numero da giustificare la richiesta di un assessorato. Una partita che noi siamo pronti a giocare con Gianni Chiodi». Il messaggio è: se c'è una poltrona che traballa, nonostante le assicurazioni che Castiglione si è fatto dare dal Pdl romano, è proprio quella del vicepresidente. A dispetto dei suoi op-op.