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Pescara, 18/04/2026
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Data: 23/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Catone acquista Salini e Valloreja. Il coordinatore di Fli non arretra: «Alfredo? Nessuno è indispensabile». Toto si dimette da vicario Pdl e attacca: Venturoni si dimetta

PESCARA - Giampiero Catone non arretra, anzi rilancia, ricordando a tutti che la sua nomina a coordinatore regionale di Futuro e libertà l'ha voluta proprio Gianfranco Fini e che, quindi, non è in discussione. Ieri mattina Catone, presentando l'ingresso in Fli di Lorenzo Valloreja del movimento politico Semper fidelis luci, ha commentato così l'uscita da Generazione Italia del vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione: «Generazione Italia è solo una delle sei componenti di Fli. Questo, comunque, non vuol dire che lascerà automaticamente Futuro e libertà, anzi, mi auguro che ci ripensi perché lui è un pilastro della politica regionale. Se accetta di essere un primus inter pares, come tutti noi, è il benvenuto ma tutti sono utili e nessuno è indispensabile». Dunque, nessun passo indietro per ricucire lo strappo con Castiglione e Nasuti: piuttosto, Catone porta con sé nuovi alleati, primo fra tutti Rocco Salini, ex presidnete della Regione Abruzzo ed ex senatore, che ieri ha partecipato fra il pubblico alla conferenza, sembrando pronto ad approdare fra i futuristi. «Non abbiamo paletti e siamo tutti uniti -ha detto Catone, parlando del futuro del prossimo partito finiano- A metà gennaio verrà costituito il nuovo partito, che spero possa aggregare i moderati che hanno voglia di tornare a fare politica in mezzo alla gente. Vogliamo essere un punto di riferimento per i cittadini, daremo, perciò, vita ai gruppi nelle principali città d'Abruzzo e istaureremo tavoli politici di confronto con gli amministratori».

Toto si dimette da vicario Pdl
e attacca: Venturoni si dimetta

Mani libere del parlamentare, che (forse) si avvicina a Fini

PESCARA - Grazie tante per la fiducia, ma lui se ne va. Lascia la carica di vice coordinatore vicario del Pdl di Chieti Daniele Toto, «rassegno le mie dimissioni irrevocabili» scrive in una lettera di poche righe indirizzata a Silvio Berlusconi e ai coordinatori nazionali Bondi, La Russa e Verdini e ignorando bellamente i coordinatori nostrani con i quali non era mai corso buon sangue. Uno strappo che non promette nulla di buono quello del parlamentare pidiellino che già con le briglie dell'incarico di partito non aveva mai esitato a innaffiare di critiche al vetriolo il governo regionale, dalla sanità all'etica ai rifiuti, figuriamoci adesso. Scrive che il suo strappo è un processo naturale quasi un automatismo, adesso che si va verso un nuovo assetto del partito «fino ai congressi nei quali verranno eletti i nuovi dirigenti locali», ma è un vestito formale molto stretto, di quelli che si indossano per forza nel giorno della cerimonia. Le dimissioni parlano di altro, di malesseri e prese di distanza che vengono da più lontano. La spiegazione è nelle ultime righe della lettera indirizzata a Roma, dove dice che ritiene «esaurita ogni possibilità di esprimere un mio impegno e un fattivo contributo, d'altronde in me affievoliti dalle circostanze evolutive della vita interna del Pdl in terra d'Abruzzo», chiaro il riferimento alla mancanza di dialettica interna più volte denunciata e alla gestione verticistica del partito di cui il parlamentare aveva smesso di frequentare riunioni e coordinamenti. Mani libere da subito per il giovane nipote del patron di AirOne che forse preludono a un avvicinamento a Gianfranco Fini. Lui non ammette: «Le cose non si annunciano ma si fanno e basta». Quindi adesso no ma domani chissà.
Gli effetti però si fanno sentire e subito, passano pochi minuti dalla lettera di dimissioni che Toto assesta il suo fendente più violento a Gianni Chiodi: «La coscienza è parola pesante di cui non bisogna abusare, la responsabilità è parola politica di cui noi dobbiamo parlare», l'occasione per citare Benedetto Croce è quella dello scandalo rifiuti e dell'arresto di Venturoni. Non si può fare finta di niente, sostiene Toto, le dimissioni vanno date, vanno chieste. Questione di rispetto per i cittadini. «Kairos è parola greca che significa "momento giusto, opportuno" o "tempo di Dio": momento in cui le situazioni critiche devono essere affrontate in vista del cambiamento». Ma bisogna avere coraggio: senza scomodare la coscienza, scrive Toto, «è sufficiente la responsabilità per richiamare un'esigenza politica ma anzitutto etica e istituzionale. Quella di dare risposte immediate e chiare agli abruzzesi su vicende che coinvolgono le istituzioni». Ci sono imperativi etico-istituzionali, le dimissioni. «Non è condivisibile l'opinione di chi immagina l'indifferente perpetrarsi dell'attribuzione o dell'esercizio di responsabilità amministrative quando si è oggetto di addebiti che, direttamente o indirettamente, attengono alle prerogative della carica esercitata». Per questo ha fatto bene la Stati, secondo Toto, a rassegnare le dimissioni. «E' indispensabile ripristinare subito l'integrità dell'apparato politico-istituzionale e di assicurare, con adeguati provvedimenti, la loro funzionalità». Ma non solo, non soltanto le dimissioni. Toto dice che sarebbe fondamentale anche verificare l'attività di Venturoni. Un richiamo alla moralità, all'efficienza, all'integrità. Ed è solo un assaggio di quello che verrà.

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