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Data: 23/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fazio-Saviano in onda. Santoro, ascolti record. Il premier e Bertolaso contro il Tg3

ROMA - Mentre Michele Santoro va in onda e fa un nuovo super ascolto con oltre sei milioni di telespettatori (dando così una mano ai conti Rai), il premier e soprattutto il sottosegretario Guido Bertolaso se la prendono col Tg3. Il leader della Protezione civile, al di là delle successive precisazioni, in modo decisamente poco urbano. Ma la notizia del giorno è il via libera al programma di Roberto Saviano. Grazie anche alla decisione di Roberto Benigni di partecipare gratis.
Dopo polemiche e ultimatum, si è quindi chiusa la trattativa per "Vieni via con me", in onda da lunedì otto novembre per quattro puntate su Raitre. Le cifre dei compensi per gli artisti, ritenute nel complesso eccessive dalla direzione generale, sarebbero state riviste tutte al ribasso. Paolo Rossi percepirebbe 5.000 euro, Antonio Albanese circa 20 mila euro, mentre Roberto Benigni, come detto, sarà presente a titolo gratuito. Ci sarebbe un'intesa sostanziale anche sul contratto tra Rai e Endemol. Sono a carico della società i compensi di Fabio Fazio - legato alla Rai da un contratto biennale - e Roberto Saviano, che percepirebbe circa 50 mila euro a puntata.
Intanto ieri mattina a Palazzo Chigi il premier ha interrotto una giornalista del Tg3 che stava facendo la sua domanda per dire: «Il suo tg non esiste, secondo altre trasmissioni Rai...». Berlusconi si riferiva alla discussione di giovedì sera ad "Anno zero" dove non è stato citato il Tg3 tra le testate schierate pro o contro di lui. A metterci il "carico da undici" è poi intervenuto Bertolaso: «Adesso però parliamo di spazzatura, quella vera...».
Pronta replica della Berlinguer. «Posso replicare alle critiche politiche, ma non alle provocazioni gratuite e anche cafone. Quanto alle affermazioni del premier - aggiunge il direttore - occorre dire che nel servizio di "Annozero" mancavano diversi telegiornali. In ogni modo, associare il Tg3 a un'area di riferimento sarebbe complicato, considerando che, solo ieri, l'Agcom non ci ha inseriti tra i tg squilibrati a favore di una parte o dell'altra».
Controreplica con coda avvelenata ancora di Bertolaso. «Nessuna provocazione, ma il richiamo ad occuparsi del tema che era propria la spazzatura. Evidentemente - aggiunge il sottosegretario - chi si è sentito tirato in ballo probabilmente ha un pò di coda di paglia».
E a questo punto scende il campo il cdr del Tg3. «Bertolaso non potrà non convenire che tutti hanno potuto percepire nelle sue parole un riferimento sgradevole e offensivo indirizzato alla nostra testata, del tutto gratuitamente. E a proposito di coda di paglia - aggiunge il cdr - non si comprende come mai la sua precisazione sia arrivata soltanto dopo la replica del nostro direttore».
Mentre Santoro per una volta si sottrae a commentare, va segnalato che una terza analisi sulle presenze dei politici nei tg (Geca) conferma «una sproporzione a favore del premier».

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