L'AQUILA. Per bloccare l'emorragia di iscritti e simpatizzanti e arginare un malcontento sempre più esteso si attendono segnali da Roma. Segnali che potrebbero arrivare già da martedì. Il caso dei finiani abruzzesi in rivolta contro la nomina catapultata dall'alto del deputato Giampiero Catone come coordinatore regionale del comitato costituente di Fli sarà affrontato in una riunione alla presenza del presidente della Camera, Gianfranco Fini, del vice ministro, Adolfo Urso, e tra i finiani abruzzesi della prima ora, del consigliere regionale di Fli Emilio Nasuti.
Non si sa se sarà della partita l'uomo che ha innescato la rivolta, il parlamentare di origini pescaresi non eletto in Abruzzo Giampiero Catone che finora ha tenuto duro rifiutando ogni proposta di incarico alternativo a quello di capo di Fli in Abruzzo, formulato dai vertici nazionali. La base ed i dirigenti di Generazione Italia rimasti in sella chiedono la testa del neo coordinatore per limitare i danni di una crisi pericolosa in un movimento che in Abruzzo fino a pochi giorni fa aveva aggregato e destato entusiasmo, oltre ad aver costituito un gruppo con tre consiglieri regionali. Ma tra le possibili soluzioni c'è anche quella di affiancare a Catone proprio Nasuti, ex sindaco di Castelfrentano, fedelissimo di Fini soprattutto per l'amicizia con la collaboratrice storica del presidente della Camera Rita Marino, originaria di Lanciano. Una eventualità percorribile visto che l'altro leader di Fli in Abruzzo, il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, è ormai un ex: dopo aver sparato addosso ai vertici nazionali per la nomina di Catone ed essersi dimesso da responsabile regionale di Generazione Italia, domani in una conferenza stampa, nella quale interverrà il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, annuncerà il suo ritorno al Pdl. Un epilogo che non è andato giù a Nasuti che polemizza con Castiglione: «Non ho gradito la scelta di Catone e l'ho detto apertamente. Ma questo non può essere un pretesto per uscire fuori da Fli» spiega Nasuti. «Se dobbiamo costruire un partito agile ed aperto, non si comincia dalle espulsioni, altrimenti che faremmo, se arrivasse qualche ex Pd? Catone e gli altri devono dare un contributo, il popolo di Mirabello chiede la soluzione dei problemi, non le guerre di vertice che hanno dilaniato il Pdl». Il presidente della commissione Bilancio tace su una sua possibile investitura, ma chiarisce. «Mi sto preoccupando di arginare la fuga delle tante persone che si erano viste vicino al progetto di Fini, il mio obiettivo si coglie solo se tutti dimostrano intelligenza. A partire dall'onorevole Catone. Comunque, martedì a Roma una soluzione deve uscire fuori». La novità del summit romano è emersa ieri al termine di un'altra giornata convulsa, segnata anche dalla rivolta nel teramano per l'adesione a Fli dell'ex senatore Rocco Salini. Tutto ciò mentre un altro parlamentare abruzzese del Pdl, Daniele Toto, potrebbe aderire a Fli.