Filovia? No, grazie. Cento interviste ad altrettanti pescaresi confermano quello che il coordinamento sostiene da mesi: stando al nostro censimento per i pescaresi, circa l'80 per cento, la strada parco è patrimonio da tutelare.
Ad onor di cronaca va detto che, per la maggior parte, gli interpellati hanno risposto a questa domanda proprio passeggiando lungo la strada parco, quindi si tratta di persone che vivono in zona e sfruttano appieno le potenzialità di quest'oasi ciclopedonale. Ma è anche vero che ognuno di loro ha le idee chiarissime sul valore e su quello che rappresenta la strada parco per tutta la città di Pescara.
«È uno spazio imprescindibile - dice Claudia Frondaroli, residente a piazza San Francesco - un luogo importante di aggregazione per tutti, anziani, famiglie e, soprattutto, bambini» . «Rappresenta un opportunità per socializzare - il commento di Susanna Nisi, casalinga - e fare sport ma, ancor di più, un momento di libertà per tutti coloro ogni giorno la popolano». Per Andrea Ludovica Februo, invece, «la strada parco è un luogo che, sia a livello concreto che simbolico, rappresenta uno dei pochissimi spazi dedicati a me come persona, luogo in cui sono valorizzati i rapporti umani, in cui non si "corre", ma si vive». E a chi obietta che la strada parco, in realtà, può sembrare solo un giardinetto privato a cui i residenti del quartiere non vogliono rinunciare, Mirko Rotini risponde: «È di tutta la città, è un bene di tutti, e distruggerla sarà come distruggere Pescara: per favore, non privateci di questa grande risorsa». A fargli eco Luca Marchegiani, podista che abita in zona tribunale: «Ma quali interessi di parte, la strada parco è un fantastico corridoio di tranquillità fra il trafficatissimo e inquinatissimo viale Bovio e l'altrettanto trafficata riviera: per noi amanti dello sport è una palestra a cielo aperto». C'è chi, poi, la definisce un ottimo mezzo di collegamento, o, ancora, la nuova piazza Salotto, dove incontrarsi e prendere insieme agli amici un caffè o un gelato, o anche "uno sfogo". Per quasi tutti, ovviamente, il valore aggiunto della strada parco è la possibilità di percorrerla esclusivamente in bici o a piedi.
E quindi Filò, per loro, deve ritagliarsi un altro spazio all'interno di Pescara. Ma c'è anche chi non la pensa esattamente così, anzi, del futuro della strada parco e di quale sarà il tracciato della filovia non importa proprio nulla. Nella maggior parte dei casi si tratta dei residenti dei Colli che, per motivi evidenti e comprensibili, non si spostano in bici e per i quali le preoccupazioni sono ben altre: ad esempio il rischio di ritrovarsi una nuova discarica sotto casa o di fronteggiare le conseguenze del prossimo acquazzone che magari li costringerà a casa. «Io non la frequento quasi mai - spiega Simone Trabucco - se devo farmi una passeggiata, preferisco il centro o la riviera e quindi, posso temere che la filovia possa rivelarsi uno sperpero di denaro pubblico, posso ipotizzare che avrà maggiore e o minor successo, per il resto non mi cambia molto se e dove la costruiranno». Intanto prosegue il digiuno anti filobus: oggi aderisce all'iniziativa la consigliera provinciale Antonella Allegrino.