PESCARA. Monica, Giuseppe, Luigi, Danilo: sono i nomi di alcuni cittadini che hanno osservato un giorno di digiuno sperando che il loro sacrificio possa fermare i lavori della filovia. E per fare chiarezza sulle motivazioni del loro no, l'associazione Strada parco invita Torlontano, sostenitore di Filò, a un confronto pubblico.
L'invito al dibattito arriva da Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco che chiede a Glauco Torlontano, favorevole al progetto e presidente dell'associazione Sos inquinamento, di sedersi attorno a un tavolo per spiegare i motivi del no e quelli del sì alla realizzazione della filovia, il progetto che sta spaccando la città.
Intanto, decolla anche il sondaggio sul sito del Centro che chiama i cittadini a dire la loro, a cliccare su «a favore», «contro», «non so». Ieri, alle 20, dominavano i contrari: 527 voti contro Filò, 195 a favore e 8 non so.
A mezzogiorno, a digiunare sulla strada parco, di fronte alla sede dell'omonima associazione, in una giornata di sole e con la musica classica in sottofondo, c'è Monica Di Silvestro, una residente che non vuole la filovia perché «sarebbe un ritorno al passato e il mezzo ci farebbe perdere questo bene naturale, la strada parco». Accanto a lei, c'è Danilo Madonna, che non abita lungo la strada parco ma lì accompagna i ragazzi disabili.
E' un volontario dell'Anffas e si domanda chi «possa essere a favore di uno scempio del genere che non migliorerà la vivibilità e non risolverà il problema della mobilità». E prosegue aggiungendo che «il progetto fa acqua da tutte le parti e che, ormai, è obsoleto perché non è un impianto ad alta tecnologia». Per sposare la causa di Sorgentone e digiunare per un giorno contro la filovia, occorre mettersi in lista e iscriversi a un elenco che conta già un centinaio di persone. Uno sciopero della fame che è iniziato sei giorni fa e che procederà a oltranza. Oggi sarà il turno di Antonella Allegrino, il consigliere provinciale dell'Idv per quella che definisce «una battaglia di civiltà e buonsenso». Martedì, sarà il turno di un altro politico, il consigliere provinciale Gianni Teodoro dell'omonima lista.
Non è andato giù a Sorgentone e agli oltre mille iscritti alla sua associazione che la filovia, nonostante le circa 600 firme autenticate, non abbia raggiunto la discussione in consiglio comunale. Ma il presidente è ancora convito che quei lavori si possano bloccare e a chi lo accusa di proteste tardive precisa «di aver iniziato nel 2004 e fatto manifestazioni di ogni genere». Anni in cui Sorgentone ha proposto la sua alternativa, far passare il mezzo lungo il nuovo asse di via Caravaggio e via Ferrari. Sulla strada parco, di sabato mattina, giocano i bimbi e passeggiano le famiglie. «Perché il sindaco non viene a rendersi conto di persona?», dice Sorgentone invitando anche Luigi Albore Mascia a una passeggiata.
Contrario a Filò è anche un cittadino dei Colli, Rodolfo Lentasio che si rivolge al presidente della Gtm, Michele Russo, che sta realizzando l'opera: «Dice che non ci saranno problemi agli incroci, ma le fermate saranno più di 20 e ci vorranno almeno 45 minuti per fare 8 chilometri» e chiede chiarimenti sulla guida libera e vincolata di Filò e sulla Valutazione d'impatto ambientale, gli stessi interrogativi dell'associazione Strada parco.
Antonio Ciarrocchi è un cittadino di Montesilvano, dove il cantiere per Filò ha aperto un anno e mezzo fa. Dice: «I filobus non risolveranno il grave problema del traffico e dell'inquinamento dell'area cittadina».