PESCARA - L'attacco del parlamentare Daniele Toto ai vertici del Pd offre lo spunto al capogruppo regionale del Pd, Camillo D'Alessandro, per punzecchiare ancora una volta il governatore Gianni Chiodi: «Martedì scorso il presidente Chiodi, rispondendo ad una mia interrogazione sulla sanità, dichiarò che le mie erono delle "scempiaggini" al pari di quelle dell'onorevole Daniele Toto, che in passato criticò l'operato sulla sanità del duo Venturoni-Chiodi. Oggi, però, ecco un altro tassello della lotta interna che sta bloccando il centrodestra nel governo della Regione Abruzzo. E' chiaro da un punto di vista politico che Chiodi non gode più di alcuna fiducia a partire da coloro che l'hanno candidato e sostenuto. E' un presidente accerchiato da grane, incapace di svolgere funzioni, sempre meno riconosciuto politicamente, è isolato». Secondo D'Alessandro, «per gli abruzzesi il capitolo Chiodi è ormai chiuso, noi invece lavoriamo a costruire un'alternativa credibile, capace di assumersi costantemente responsabilità». Dopo l'autocandidatura alla guida della Regione per conto del Pd, D'Alessandro fa poi presente a Chiodi «che un altro assessore alla Sanità ha elegantemente fatto un passo indietro, dimettendosi, solo per un'inchiesta in atto in una sola delle Asl, senza essere stato raggiunto da avvisi di garanzia, nè indagato, dichiarando che anche solo "il dubbio" deve spingere a tale gesto. E' un fatto di etica politica! Un assessore che era stato il più votato, e che aveva portato il bilancio della sanità in attivo. Quella regione è l'Umbria, quell'uomo è Vincenzo Riommi, Pd!». Intanto il Pd porta il caso-Abruzzo in Parlamento con un'interrogazione al ministro dell'Interno Roberto Maroni sulla funzionalità dell'ente Regione.