«Perchè sacrificare un'oasi ciclopedonale e un polmone di relazioni umane per un'opera che potrebbe essere realizzata altrove?». E' il nodo che ha spinto anche Antonella Allegrino a sposare la mobilitazione dell'associazione Strada Parco, contro la filovia. Nella doppia veste di cittadina e di consigliere provinciale dell'Idv, è rimasta per tutto il giorno senza toccare cibo, davanti Villa Sabucchi. A scioperare con lei, nella catena della fame che va avanti da una settimana, c'erano ieri anche i signori Dante De Nardis e Mirella Gianvito; ma decine i cittadini che, nella bella mattinata di sole, erano lì a dar loro sostegno, animando il dibattito sulla strada parco. C'era Domenico D'Angiolella, che a 96 anni si muove in bicicletta; c'era la signora Antonella Lanci che continua a chiedere «che senso ha distruggere la strada parco, quando per ridurre il traffico si potrebbe incentivare l'uso dei mezzi pubblici che già ci sono?». Una mobilitazione che non si spegne, nonostante non riesca a fermare i lavori della filovia. Che stanno dividendo la città, in una battaglia giocata sul peso delle firme: nei giorni scorsi a guidare il fronte del sì è uscita allo scoperto l'associazione Sos Inquinamento di Glauco Torlontano. «Invito Torlontano a un confronto pubblico -dice Mario Sorgentone, Strada Parco-, mentre chiediamo al Consiglio comunale di esprimersi finalmente sulla nostra petizione con cui proponiamo un tracciato alternativo: il flusso del traffico a Pescara si sposta da nord-sud e da est-ovest, in un percorso a T che potrebbe essere intercettato dalla filovia lungo l'asse via Caravaggio-via Ferrari». «Perchè il sindaco non viene qui ad ascoltarci, a vedere come è viva la strada parco?», chiede Luigi Leone. «L'idea di rinunciare al cibo per un giorno -spiega Antonella Allegrino- è animata dalla voglia di non rinunciare a un patrimonio che non riguarda solo i residenti. Quando avevo i bambini piccoli, da San Donato venivo a passeggiare qui. Questa strada è diventata parte integrante della città: mi chiedo se è è giusto sacrificarla per un'opera che potrebbe essere realizzata altrove, dove sarebbe più utile a ridurre traffico e inquinamento. Il progetto porta con sè molti dubbi, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare i cittadini». Domani sciopererà Gianni Teodoro. Anche il coordinamento No Filovia continua la mobilitazione, incanalata su vie legali, che trova nel gazebo in zona Naiadi il simbolo di una battaglia partecipata. «Questa strada tornerà a essere inaccessibile, come ai tempi della ferrovia -dice Ivano Angiolelli-; verranno modificate in modo irreversibile le abitudini dei cittadini. Che fine faranno i due mercati settimanali sulla strada parco? Prevedibilmente saranno spostati, con danni anche per gli operatori ambulanti».