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Data: 25/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Caos finiani, Catone adesso arruola Verini. Il coordinatore regionale presenta i suoi all'Aquila, mentre Castiglione torna nel Pdl

Il capogruppo Berardo Rabbuffo: va fatta subito chiarezza per non compromettere tutto

PESCARA. Finiani abruzzesi sempre più nella confusione e nella bufera. Si sono delineate due organizzazioni diverse che si fanno la «guerra» e, conseguentemente, due attività che si rivolgono ad ambiti in contrasto tra loro, Da una parte c'è il neo coordinatore regionale, il parlamentare Giampiero Catone, la cui nomina catapultata dall'alto ha fatto insorgere la base causando in pochi giorni una raffica di dimissioni.
Dall'altra, ciò che rimane dei finiani della prima ora che cercano di fare il possibile per evitare la disgregazione di un movimento spontaneo che in Abruzzo, in pochi mesi, era riuscito ad aggregare tanti amministratori.
Un movimento che era arrivato alla costituzione di un gruppo di tre consiglieri regionali ex Pdl, procurando più di un grattacapo al Popolo della Libertà.
Oltretutto i finiani della prima ora, rappresentati dal consigliere regionale Emilio Nasuti - dopo le dimissioni da coordinatore abruzzese di Generazione Italia, il vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione, che stamani annuncerà il suo ritorno nel Pdl - sono fermi in attesa di segnali dai vertici nazionali di Fli, ai quali è stata chiesta la testa di Catone.
Segnali che dovrebbero uscire dalla riunione di domani a Roma, dove Gianfranco Fini e il vice ministro Adolfo Urso affronteranno il caso Abruzzo aggravato anche da questa spaccatura.
Una situazione reale che si manifesterà anche oggi all'Aquila dove Catone, che finora ha rifiutato ogni invito romano di mollare l'Abruzzo e prendere un incarico nazionale, presenterà in una conferenza stampa il gruppo di Fli al Comune dell'Aquila con l'ingresso del consigliere, Enrico Verini, figlio dell'ex parlamentare e consigliere regionale Antonio Verini, eletto nella lista della Margherita che sosteneva il sindaco Massimo Cialente, poi smarcatosi dal centrosinistra con l'adesione allo schieramento Liberaldemocratici di Lamberto Dini, che a livello nazionale sosteneva il centrodestra. Poi Verini, dopo il terremoto, è confluito nella lista Rialzati L'Aquila.
La costituzione del gruppo è stata chiesta in gran segreto da Catone, dopo che, nel capoluogo, Nasuti e Castiglione avevano «agganciato» tra gli altri l'ex sindaco, Biagio Tempesta, il consigliere comunale della lista civica L'Aquila città unita, Luigi Faccia, con quest'ultimo in attesa di un cenno per fare il gruppo.
Nonostante questo caos, il capogruppo di Fli in consiglio regionale, Berardo Rabbuffo, ex Pdl, si dice fiducioso in una soluzione: «Le scelte fatte a Roma negli ultimi giorni hanno disorientato il movimento spontaneo ed eterogeneo e stanno creando scompiglio ed interrogativi».
«Va fatta al più presto chiarezza», aggiunge Rabbuffo, «per non compromettere un lavoro importante e disintegrare un gruppo molto numeroso che era tornato a credere nella politica pulita e condivisa. Ma confido e credo che tutto si risolverà con un intervento da Roma. Ho fiducia perché è talmente incongruente il clima che si è creato che qualcosa dovrà succedere.
Altrimenti vedremo».
Intanto, Castiglione che oggi alla presenza del presidente della Regione, Gianni Chiodi, ufficializzerà il suo ritorno nel Pdl dopo la delusione per la nomina di Catone, ha ricevuto da amministratori e simpatizzanti che lo avevano seguito nell'avventura in Fli, una lettera nella quale viene invitato a tornare alle origini, visto che, dicono, «riteniamo che, in un Pdl che ha preso atto degli errori commessi fino ad oggi, ci siano maggiori possibilità di crescita oltre che di azione».

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