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Data: 26/10/2010
Testata giornalistica: Il giorno
Stangata sui trasporti pubblici. I pendolari riprenderanno l'auto. Allarme viabilità sulla direttrice Varese-Milano già da tempo al limite del collasso

L'ESERCITO dei pendolari è già pronto alla battaglia. Sull'altro fronte la controparte, rappresentata dall'azienda di trasporti Tln e la Regione, prova a individuare le contromisure necessarie. Materia del contendere i possibili aumenti dei trasporti pubblici che, prima o poi, potrebbero colpire anche il Varesotto. E intanto scatta l'allarme-viabilità. Tariffe più salate potrebbero convincere molti ad abbandonare le ferrovie e a scegliere l'auto, portando a un'ulteriore congestione sull'asse Varese-Milano. Di certo ancora non c'è nulla. Né una data, né le dimensione di quella che qualche viaggiatore ha già ribattezzato una «stangata». Nella vicenda, comunque, sono già spuntati alcuni punti fissi. Innanzitutto le dichiarazioni di Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Tln, onesto nel rivelare apertis verbis il rischio di un incremento delle tariffe. E POI LA SIMULAZIONE presentata dall'assessore alla Mobilità Raffaele Cattaneo a un tavolo sul trasporto pubblico organizzato dal Pirellone. Secondo questo documento, basato su un calcolo «puramente algebrico», come ha spiegato l'esponente pidiellino della giunta Formigoni, il prezzo dei biglietti potrebbe aumentare di quote fra il 15 e il 35%. Al balzello dovrebbe aggiungersi una taglio dei servizi fra il 5 e il 15%. La responsabilità? Dei tagli imposti dalla manovra finanziaria ispirata dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti. E proprio all'approvazione del documento di programmazione economica, prevista entro fine anno, è legato il destino dei tanti pendolari ancora con il fiato sospeso. La Regione ha garantito il suo impegno a cercare di rimediare alla riduzione di trasferimenti che ammonterebbe a 300 milioni di euro. L'assessore Cattaneo ha giurato che la Regione recupererà risorse dal bilancio. allo stesso tempo proseguirà nel pressing con l'esecutivo per limitare i danni. «L'assessore Cattaneo - ha spiegato l'amministratore delegato di Tln Giuseppe Biesuz - ha dato un'idea di quello che potrebbe capitare, quale potrebbe essere il taglio massimo o minimo sul trasporto pubblico. La questione delle tariffe però va affrontata indipendentemente». Una delle ipotesi - per non pesare troppo sui pendolari - è quella di lavorare sulle tariffe integrate, quelle che permettono di prendere treno e altri mezzi pubblici con un solo biglietto a un prezzo inferiore a quello dei due ticket. I primi esperimenti potrebbero partire a febbraio e il sistema completo potrebbe essere pronto a giugno. SUL TAVOLO, dicono fonti interne a Tln, c'è anche l'ipotesi di realizzare un nuovo sistema di tariffazione con sgravi per particolare categorie, per esempio famiglie con tanti figli a carico oppure le fasce a reddito più basso. Le riunioni fra dirigenti e tecnici dell'azienda di trasporti e del Pirellone sulle possibili soluzioni si susseguono a ritmi serrati. Gli scenari futuri non mettono il silenziatore alle proteste dei tanti attori preoccupati per il pericolo di aumenti. Il coordinamento dei comitati pendolari lombardi è già pronto alla ribellione. I viaggiatori, riuniti in associazioni spontanee, non escludono proteste anche clamorose.

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