PESCARA - Un ritorno in grande stile, quello del vicepresidente della Regione, Alfredo Castiglione, nelle file del Popolo della Libertà. A dargli il bentornato a braccia aperte, anche se lui stesso ha ricordato che non è mai davvero andato via e che nella sua tasca la tessera del PdL c'è sempre stata, «a fianco a quella dell'Inter» ha aggiunto scherzando, c'erano i vertici abruzzesi del partito, dal governatore Gianni Chiodi all'onorevole Paola Pelino fino al coordinatore abruzzese Filippo Piccone.
Castiglione ha spiegato così la sua decisione di non aderire a Futuro e libertà: «Credevo di trovare dentro Fli una destra più aperta alle problematiche quotidiane, europea. Invece, questa mia convinzione si è sciolta come neve al sole quando ho preso coscienza dei metodi e delle persone che venivano scelte, legate ad una politica del passato. Sembra di essere tornati alla prima Repubblica».
Poi, sul leader di Fli, Gianfranco Fini ha aggiunto categorico: «È stato ed è un politico di grande spessore, ma dal punto di vista personale mi ha molto deluso. Per questo -ha rimarcato con forza il vicepresidente della Regione- invito tutti gli abruzzesi a non aderire a Futuro e Libertà perché, se il buongiorno è questo, rischiano di rimanere delusi come me. So, infatti, che già in molti hanno fatto marcia indietro, rinunciando alla propria tessera».
Quanto alla sua decisione di rientrare nel partito di Berlusconi, Castiglione ha detto ancora: «Continuerò a fare la mia politica, moderata e aperta, nel Pdl, che esce rafforzato da questa vicenda: siamo più coscienti che la Regione Abruzzo ha bisogno di stabilità istituzionale».
E se per Piccone e la Pelino la decisione dell'assessore al Bilancio e vice di Chiodi di restare nel Pdl non poteva che essere accolta con grande soddisfazione dato che, secondo le parole dello stesso coordinatore regionale, «le vere finalità di Fli sono state smascherate dai fatti, dove un deputato in più fa sempre comodo», per il presidente Chiodi «le correnti portano solo danno al partito, e il fatto di poter continuare a collaborare con Alfredo mi fa molto piacere». Un dietrofront, quello di Castiglione, che rimette in discussione il rimpasto che era stato previsto all'interno della Giunta regionale? «Dovevamo aspettare che si chiarisse il quadro definitivo della situazione -ha risposto Chiodi- e il mio attendismo era evidentemente giustificato, per non rischiare di prendere decisioni ceh si sarebbero rivelate estemporanee. Comunque, a metà legislatura avevo detto che ci sarebbe stato un rimpasto, e lo confermo: ma non avrà nulla a che fare con questa circostanza». Come dire che le scelte non dipenderanno in alcun modo dal dietrofront di Castiglione: un rinnovo degli assessorati sembra comunque imminente, il traguardo di metà legislatura è ormai vicino.