L'azienda acccusa il governo per i tagli dei finanziamenti e annuncia le contromisure per recuperare i soldi persi
LIVORNO. Aumenti del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti, licenziamenti del personale, soppressione di diverse corse: è quanto annuncia l'Atl a partire dall'anno prossimo. Tutta colpa - spiegano i vertici dell'azienda - della manovra finanziaria del Governo che taglia le risorse economiche alle Regioni e di conseguenza al trasporto pubblico locale. «La portata dei tagli si aggirerà intorno al 15-20% - afferma l'assessore al traffico Maurizio Bettini - questo il dato dei tagli regionali, cui molto probabilmente andranno sommati i tagli comunali. Insomma, un quadro pessimo, sia per la qualità che per la quantità del servizio». Per Livorno vengono impegnati 270 bus (di cui 40 a metano e un'altra piccola parte ad energia elettrica), e un personale di circa 470 persone. Tra i maggiori fruitori dei mezzi pubblici studenti e anziani. «Oltre ai licenziamenti, conseguenza naturale ai tagli della finanziaria - aggiunge Bettini - diminuiranno le corse: se prima un'autobus passava ogni 7 o 20 minuti, con queste condizioni passerà ogni 10 o 30 minuti». Preoccupati ovviamente gli autisti per l'annunciata riduzione del personale. I più a rischio - dice qualcuno - sono i nuovi entrati, ma nessuno è sereno sul proprio futuro: «Credo che il quadro generale sia destinato a peggiorare sempre di più - spiega Patrizia Casabona, autista dell'Atl dal 2000 - anche io, che ho il mio posto da dieci anni, ho paura di perdere il lavoro». Attualmente gli autisti dell'atl guadagnano dai 1100 ai 1700 euro. Si prospetta dunque uno scenario negativo, soprattutto per chi usa i mezzi pubblici quotidianamente: da gennaio gli abbonamenti e i biglietti di qualsiasi fascia costeranno di più. «Ci impegneremo - dichiara il presidente dell'Atl Alfredo Fontana - a non aumentare di molto il costo delle corse, ma è giusto essere onesti: le tariffe saranno più care». E anche se Fontana non ha voluto fornire cifre, non sarebbe strano aspettarsi che gli aumenti corrispondano più o meno ai tagli: quindi il 15-20%. Sul problema è intervenuto anche l'assessore ai trasporti della Provincia Piero Nocchi: «Purtroppo le conseguenze saranno drammatiche, sarà colpito duramente anche il settore extaurbano. L'unica soluzione è che Regione e Provincia continuino a contenere i tagli ordinati dal Governo». L'azienda deve affrontare anche un altro problema, ovvero il costo del nuovo contratto di lavoro: «Il ministro Matteoli si è impegnato - annuncia Fontana - a coprire il finanziamento. Se la promessa non sarà mantenuta non rilasceremo i nuovi contratti». L'Atl sta appoggiando la campagna di comunicazione "No tagli al trasporto" (di Legambiente, Confservizi Asstra e Anav). Diecimila cartoncini della campagna saranno appesi all'interno dei tremila autobus della Toscana. Gli altri strumenti della campagna sono un gruppo facebook omonimo; volantini in tutti i capoluoghi; e un sito internet. Basteranno?