ATTESA, rabbia e perplessità. Come chi aspetta un autobus che non arriva più. Le parole di Andrea Gatto, leader del FaisaCisal, al termine di un'assemblea infuocata, ieri notte a San Benigno, riflettono lo stato d'animo di molti lavoratori, sospesi tra speranza nella trattativa e voglia di alzare il livello dello scontro sociale: «Ora aspettiamo il 27, quando incontreremo Regione, azienda e Comune. Se, come penso, non uscirà niente di concreto, allora dovremo farci sentire di nuovo come a inizio ottobre urla il sindacalista a cominciare dallo sciopero di venerdì e dal consiglio comunale della prossima settimana, quando andremo a farci sentire di persona». Un discorso forte, di appello all'unità e alla partecipazione anche se lo stesso Gatto premette di «non esprimere una posizione unitaria» e anche se l'assemblea ha visto momenti di tensione, con un autista contestato durante il suo intervento, reo di aver lavorato in straordinario durante lo sciopero del 2 ottobre scorso. Per poco la discussione non degenera in rissa. Ma le fratture sono anche all'interno del fronte sindacale, sulla possibilità di utilizzo di parte dei fondi Fas (quelli che la Regione destina alle aree sottoutilizzate) per ridurre il pesante deficit provocato dalla manovra Tremonti. Mentre tutte le sigle sottolineano la necessità di chiarire le posizioni di azienda, Comune e Regione, e l'entità dei tagli dovuti alla Finanziaria, nell' incontro che si terrà domani in via Fieschi. I sindacati avevano un evidente bisogno dell'assemblea per chiarire le proprie posizioni tra di loro e nei confronti di una base sempre più sul piede di guerra, soprattutto dopo la nota del Comune che elenca i punti considerati irrinunciabili dal sindaco. «L'impianto generale di quanto emerso dal documento del Comune è interessante commenta Corrado Cavanna della Filt Cgil specie perché fissa un limite sui 28 milioni di km di servizio, il che contrasta con la bozza di piano industriale di Amt», quanto ai Fas, «è una voce che gira, ma secondo noi si andrebbe a creare un conflitto di attribuzioni e di competenze: se questi soldi dovessero essere tolti dagli interventi necessari per lo sviluppo del trasporto regionale sarebbe come un cane che si morde la coda». Posizione in netto contrasto quella della Faisa Cisal, sindacato molto più critico nei confronti del Comune e più aperto all' utilizzo dei fondi per lo sviluppo. La prospettiva di attingere dai Fas per rispondere all' emergenza immediata non trova però riscontro nelle parole dell'assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco: «Dobbiamo evitare una guerra tra poveri: i Fas sono per i territori in difficoltà, dal governo ci aspettavamo piuttosto che si facesse carico di Trenitalia». Antonio Cannavacciuolo (Uilt) e Luca Lagomarsino (Ugl) puntano invece il dito contro Tursi: «Se anche arrivassero ed è solo un'ipotesi fondi in grado di agire sui tagli previsti, c'è comunque un debito di 17 milioni di euro dell'azienda che è dovuto alle mancate scelte sul piano industriale del Comune». Polemica a parte, si discute anche sul futuro delle mobilitazione: «Restiamo in agitazione conferma Cavanna ma non ci saranno azioni selvagge, anche se i lavoratori sono sempre più infuriati», mentre Antonio Cannavacciuolo della Uilt rispolvera la possibilità di altre forme di protesta, come la forzatura al rispetto letterale dei regolamenti, che sarebbe in grado di paralizzare il servizio. Per il momento, però, l'unico sciopero annunciato è quello di 4 ore del prossimo venerdì.Il secondo di un autunno sempre più caldo per il trasporto pubblico.
MEZZI FERMI IL 29 PER QUATTRO ORE
FiltCgil, FitCisl, Uiltrasporti, FaisaCisal e Ugl Trasporti hanno proclamato uno sciopero locale del trasporto pubblico di 4 ore con le seguenti modalità: autobus fermi dalle 11.45 alle 15.45 la Ferrovia Genova Casella chiusa dalle ore 11.45 alle ore 15.45. Uffici chiusi per la seconda parte del turno. In occasione dell'ultimo sciopero le astensioni dal lavoro dei dipendenti hanno avuto un'incidenza sul servizio programmato pari al 98% per i bus, del 100% negli altri settori.