MONTESILVANO. Pedane che non funzionano, autisti che saltano le fermate, autobus non adeguati ai disabili. Per questo Livio Vox, 49 anni, si è presentato dai carabinieri e ha denunciato la Gtm. Vox è invalido da due: una visita medica o un appuntamento poco distante da casa rischiano di trasformarsi in scogli difficilissimi da superare.
Secondo Vox, la colpa è dei mezzi pubblici «che non funzionano come dovrebbero» e che rendono ancora più difficoltoso a chi non può camminare con le proprie gambe «provare a condurre una vita normale. Uso normalmente i mezzi pubblici da Montesilvano a Pescara, per raggiungere i miei genitori e per recarmi nelle pubbliche amministrazioni», spiega, chiarendo che i suoi spostamenti sono «soggetti a numerose difficoltà».
Diversi gli episodi di cui Vox è stato protagonista: «Ero in via Vestina e stavo aspettando il 38 della Gtm», ha segnalato nella sua denuncia, «quando ho visto arrivare l'autobus, peraltro quello verde dotato di pedana, mi sono sbracciato per richiamare l'attenzione del conducente ma senza esito: l'autista», racconta il disabile, «ha continuato a transitare tranquillamente, con la testa girata dal lato opposto e con la mano portata sul collo». Secondo Vox, a questo si aggiunge «la cronica mancanza di bus dotati di pedane funzionanti. Ce n'è uno in cui la pedana, a detta del personale in servizio, non funziona a causa dei sensori sporchi: ma è così da almeno due settimane», precisa Vox.
Una volta sull'autobus, però, non sempre il percorso è in discesa: «Spesso non si riesce a richiamare l'attenzione del conducente perché non funziona il pulsante della prenotazione delle fermate. È imbarazzante urlare per farsi notare già per una persona normale, figuriamoci per un invalido».
«Le barriere più difficili e più pesanti da distruggere sono quelle del pregiudizio», aggiunge Claudio Ferrante, «i mezzi pubblici dovrebbero garantire la piena accessibilità a tutti. Bisognerebbe avere più rispetto per la dignità umana».