PESCARA. Dalle 19,30 di ieri i taxi che prestano servizio all'aeroporto di Pescara si sono schierati tutti davanti all'ingresso. Non impediscono l'accesso al parcheggio: si sono posizionati in fila davanti agli arrivi. È cominciata così la protesta silenziosa dei tassisti pescaresi. La richiesta è fermare la presenza all'aeroporto dei taxi provenienti anche da Chieti. Il picchetto va ancora avanti.
«La città che ospita l'aeroporto ha la competenza sul trasporto dei passeggeri qualora non avvenga un accordo diverso tra i capoluoghi di Provincia, cosa che in Abruzzo non è avvenuta», spiega Michele Giovanetti, presidente del Consorzio taxi Pescara, «ma ogni giorno, da maggio scorso, entrano altri mezzi provenienti da Chieti che non sarebbero autorizzati a svolgere il servizio di trasporto passeggeri».
I tassisti che fanno capo al Comune di Pescara applicano una tariffa unica di 15 euro: «Quelli che vengono da Chieti fanno quello che gli pare, applicano i prezzi che vogliono e soprattutto non hanno nessuna autorizzazione», continua Giovanetti.
All'origine del problema, una legge, la 422 del 1997, che permetterebbe ai Comuni di accordarsi per affidare il trasporto dei passeggeri a tassisti provenienti da più di un capoluogo. Lo consentirebbe, però, con una serie di garanzie per la categoria, tra cui l'applicazione di una tariffa unificata. Nel caso in cui gli enti territoriali non riescano ad accordarsi, la decisione va alla Regione. «Questa legge», dice Giovanetti, supportato dal presidente regionale dell'Uri Taxi Antonio Abagnale, «è stata male interpretata ad aprile scorso, dall'allora direttore dell'Enac Sergio Legnante».
Per i tassisti, l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) avrebbe emesso nella scorsa primavera un'ordinanza nella quale si allargava la competenza anche ai mezzi provenienti da altri capoluoghi nella gestione del servizio, appellandosi alla legge 422, ma senza la dovuta regolamentazione. «Da quel momento è iniziata l'anarchia», accusa Giovanetti, «i chietini entrano e fanno ciò che vogliono».
Il 25 ottobre, lunedì scorso, all'Enac è arrivata una comunicazione da parte dell'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, firmata anche dalla presidente della Saga, Carla Mannetti: «In quel foglio l'assessore ha chiesto al nuovo direttore dell'ente Mario Miceli la sospensione dell'ordinanza del mese di aprile con effetto immediato», puntualizza Abagnale, «il direttore, contattato ieri al telefono, mi ha risposto che non decide nulla nell'immediato ma che può metterci un giorno, due oppure un mese, e per questo siamo qui». I tassisti difendono la loro postazione e a sorvegliare resta la polizia.