ROMA. Se per Emma Marcegaglia «pone problemi veri», per Guglielmo Epifani comunque i problemi «non si risolvono in tv» e «in Germania l'avrebbero cacciato». Resta rovente la questione Fiat dopo le dichiarazioni rilasciate domenica scorsa dall'ad Sergio Marchionne da Fabio Fazio.
In attesa dell'incontro del 4 novembre tra Marchionne e il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ieri il leader della Cgil è tornato all'attacco. Se in Germania l'ad di un grande gruppo avesse parlato in televisione e non davanti al suo comitato di sorveglianza lo avrebbero cacciato: «Avete mai visto una vertenza che si fa in televisione o sui giornali, senza che ai tavoli preposti succeda qualcosa? - ha chiesto - E' questa un'assunzione di responsabilità? Ci si può limitare ad andare in tv? Si possono trattare così le organizzazioni sindacali?». Secondo Epifani, inoltre, il governo italiano «sta abdicando a qualsiasi idea di difesa della produzione nazionale» mentre qualunque governo europeo avrebbe aperto un tavolo per affrontare la situazione della Fiat, i cui problemi non derivano dall'orario di lavoro ma dal fatto che i suoi modelli non si vendono.
Di tutt'altro avviso la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Fiat, la famiglia, John Elkann e Marchionne non hanno affatto detto che intendono lasciare l'Italia - ha commentato - A me è sembrato un appello a cercare di risolvere i problemi italiani, che sono effettivi e non riguardano solo Fiat ma tutte le imprese italiane». Il leader della Cisl Bonanni ha chiesto intanto «un incontro con Marchionne che chiarisca dove si investe, su cosa si investe e cosa si chiede». E anche il segretario generale della Fiom Landini si domanda «quali sono i nuovi investimenti?» e accusa il governo di essere «il grande assente».
Gli aiuti di stato. Negli ultimi 30 anni la Fiat ha ricevuto quasi 8 miliardi di euro di aiuti dallo Stato italiano: finanziamenti pagati con i soldi dei contribuenti che hanno toccato la punta massima negli anni '80. In quel periodo di profonda ristrutturazione di tutto il settore automobilistico mondiale, la casa torinese ha ricevuto soldi pubblici per oltre 5,1 miliardi di euro. A fare i conti in tasca al Lingotto è la Cgia di Mestre. Lo studio ha calcolato che tra il 1977 e il 2009 lo Stato ha erogato alla Fiat poco più di 7,6 miliardi di euro, una «cifra importante» che spinge il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, a dire che le dichiarazioni di Marchionne sono state «quantomeno ingenerose». (m.v.)