Venturoni, attesa per la decisione del Riesame Finiani in movimento dopo l'uscita di Castiglione
PESCARA. Il presidente della Regione Gianni Chiodi tiene la barra dritta sulla posizione di prudenza assunta rispetto al rimpasto di giunta. «Il quadro politico è ancora confuso», confida ai suoi. Questa comunque dovrebbe essere una settimana decisiva almeno sull'assegnazione della delega all'Ambiente, nelle mani del governatore dopo le dimissioni di Daniela Stati. I consiglieri di centrodestra fanno pressioni perché l'attività amministrativa riparta «con la giunta in assetto» e sarà difficile per Chiodi resistere ancora a lungo.
Altro discorso riguarda la decisione del gip Guido Campli, di confermare gli obblighi di dimora a Teramo per l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni e di negargli deroghe per la partecipazione a giunte, almeno per tutta la durata dei termini di legge, cioè un anno. Chiodi dovrà decidere anche in questo caso, ma le spinte sono meno urgenti.
Il governatore probabilmente sta aspettando le decisioni del tribunale del Riesame al quale si sono rivolti i legali di Venturoni, per definire meglio la posizione dell'assessore. Ma non sembra che ci sia la fila dietro la porta dell'ufficio di Chiodi per chiedere un assessorato dimezzato (chi prende le decisioni è il commissario, cioè Chiodi) e pieno di grane.
In generale, il governatore sostiene che «i tempi non sono politicamente maturi», per un rimpasto, nonostante la maggiore definizione della situazione in Futuro e Libertà, con il rientro in piena regola nel Pdl dell'assessore allo Sviluppo e vicepresidente della giunta Alfredo Castiglione. «Il quadro politico ancora oggi non è definito ed è ancora in evoluzione», ha detto, «non sarebbe saggio prendere decisioni estemporanee».
Sulla sanità Chiodi può benissimo farsi scudo della sua posizione di commissario per evitare cambi di assessore. Diversa è la posizione rispetto alla delega all'Ambiente e alle politiche energetiche.
La spinta a decidere viene dal suo stesso partito e viene soprattutto dalla componente aquilana che aspetta dal governatore un segnale a favore del territorio. Morde il freno Luca Ricciuti, presidente della commissione Ambiente, che viene dato in pole per sostituire la Stati.
Prima della implosione di Futuro e Libertà, Chiodi era molto deciso a recuperare l'ex assessora di Avezzano (si era ipotizzato anche un improbabile ritorno in giunta).
La marcia dei finiani dentro il consiglio diventava infatti rischiosa. Già con il gruppo a tre (Castiglione, Rabbuffo e Nasuti) la sua maggioranza si era assottigliata pericolosamente, considerando il passaggio della Stati al gruppo misto. E poi giravano voci di un aumento a cinque consiglieri. Ora il gruppo è fermo a soli due consiglieri e non è detto che Rabbuffo mantenga la rotta su Fini dopo le ultime vicende. Dunque Chiodi è più tranquillo. Ma non potrà convivere a lungo con l'anomalia di una giunta regionale con ben due sedie vuote. E comunque resta un uilteriore problema insoluto: comunque vada, i finiani si accontenteranno di sostenere la giunta senza avere un assessorato in cambio?