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Data: 27/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Fli, si tratta lo scambio Catone-Toto. I finiani abruzzesi: il parlamentare di Chieti nel partito, Nasuti coordinatore regionale

Riunione notturna per decidere Lungo colloquio con Fini La mediazione affidata a Urso

L'AQUILA. Ore di attesa e di ansia per la pattuglia dei finiani della prima ora alle prese con la grave crisi causata dall'avvento a capo del coordinamento regionale del parlamentare Giampiero Catone, pescarese di adozione ma non eletto in Abruzzo. E' annunciata per oggi una decisione, da parte dei vertici nazionali, sul destino del parlamentare catapultato alla guida di Fli in Abruzzo.
Una scelta tutta romana che ha causato un vero e proprio terremoto con una raffica di di disimpegni di circoli e dimissioni, tra cui quella del coordinatore regionale di Generazione Italia, Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta regionale tornato al Pdl accolto a braccia aperte da tutto lo stato maggiore azzurro.
In verità un pronunciamento da Roma si attendeva per ieri, dopo che in mattinata il leader dei finiani in Abruzzo, il consigliere regionale di Fli Emilio Nasuti, aveva incontrato a Roma per circa un'ora Gianfranco Fini e il vice ministro, Adolfo Urso, ai quali a chiare note aveva denunciato la grave situazione abruzzese con la base in rivolta contro la nomina di Catone del quale è stata chiesta la testa.
Nasuti si era già rivolto la scorsa settimana al presidente della Camera, che aveva affidato il caso Abruzzo al fedelissimo Urso. Ma al termine di una lunga giornata di passione, tutto è stato rinviato ad oggi.
E' evidente che si tratta di una decisione sofferta perché Catone, che nei giorni scorsi avrebbe rifiutato di mollare l'Abruzzo per un incarico nazionale, è un parlamentare e in quanto tale una pedina che Fini non può permettersi di perdere nell'ottica dei numeri alla Camera da contrapporre al Pdl per contare nelle scelte. Da indiscrezioni provenienti dalla base abruzzese, oggi i vertici di Fli incontreranno Catone per delle comunicazioni. L'ipotesi è quella di riproporgli di nuovo un incarico nazionale con la guida del partito consegnata nelle mani di Nasuti: davanti alla conferma del rifiuto, Fli avrebbe preso in considerazione l'ipotesi di un abbandono di Catone che potrebbe essere rimpiazzato con l'ingresso del parlamentare abruzzese amico di Verdini, Daniele Toto, che ha rotto con il Pdl.
I condizionali sono d'obbligo e con una situazione a dir poco fluida, solo l'ufficialità può fugare ogni dubbio. A far ben sperare i finiani della prima ora le parole di Nasuti pronunciate nella serata di ieri.
«L'incontro è stato proficuo», ha detto Nasuti, «e quindi ritengo che tutte le polemiche alle quali abbiamo assistito, da quella causata da Catone a quella di Castiglione per finire con le varie fibrillazioni che gli stessi hanno creato, sicuramente rientreranno considerato che il presidente Fini insieme ad Urso nelle prossime ore determineranno le condizioni perché in seno al popolo di Fli torni la tranquillità e il cammino e questa avventura, appassionata ed ispirata da una spinta ideale forte proveniente dal basso, possa continuare bel migliore dei modi».
Di tono diverso il commento subito dopo l'incontro di ieri mattina del consigliere regionale di un gruppo che da tre con la prospettiva di arrivare a cinque, si è ritrovato con due pedine alla luce dell'addio di Castiglione: «Ho chiesto che si metta mano all'Abruzzo perché la situazione che si è creata porta alla devastazione del partito. Sono fiducioso, mi faranno sapere in serata. L'importante è che si cambi marcia, così non va». Oggi si saprà.

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