Trasporto pubblico a Parma vuol dire Tep. Praticamente da sempre. Una azienda storica che ha però di fronte un futuro assai poco roseo. Tra i fondi depositati presso Banca Mb e il cui rientrò è al momento assai incerto e difficoltoso e i tagli decisi dal governo Berlusconi, l'azienda rischia di trovarsi molto presto con l'acqua alla gola, e le difficoltà, come sempre, saranno pagate dai lavoratori sotto forma di licenziamenti. A dirlo, in una conferenza stampa svoltasi in via del Taro, Luisa Blondi, delegata Cgil delle Rsu, Tiziano Varacchi della Faisa-Cisal, Fabio Piccinini e Raffaele Lettieri della Uil Trasporti e Alessandro Chiesa, segretario provinciale della Cgil Trasporti. «Siamo preoccupati - dice Chiesa - perché la manovra di Tremonti taglia del venti per cento il finanziamento ai servizi di trasporto pubblico, e tagli ai finanziamenti in un quadro come quello attuale rischiano di voler dire esuberi a breve termine. La nostra vera preoccupazione è in questo momento ci si dimentichi di parlare delle conseguenze di quanto sta accadendo, dei problemi, del peggioramento nella qualità dei servizi offerti alla cittadinanza e dei possibili esuberi tra gli autisti della Tep». Esuberi che avrebbero conseguenze gravissime, come dice qualcuno, colpirebbero nella carne viva. I lavoratori della Tep infatti, come quelli di altre municipalizzate, non hanno diritto né alla cassa integrazione né alla mobilità. Molto semplicemente, l'Inps non ha mai assicurato questi lavoratori. Non c'erano problemi di esuberi, quindi si pensava non ce ne fosse bisogno. Il tempo e la crisi economica hanno deciso diversamente. «Questi lavoratori - lancia l'allarme Chiesa - rischiano di finire in mezzo ad una strada. Il primo no che diciamo è quindi quello agli esuberi, diciamo un secco no ai licenziamenti. Riteniamo sia necessario sederci attorno a un tavolo e ragionare per evitare che si arrivi ai licenziamenti. Il secondo no che diciamo è quello alla riduzione dei servizi offerti ai cittadini». Si vocifera di tagli pari al venti per cento del personale, tra gli autisti una vera e propria strage. Con un intervento della Regione Emilia Romagna questa cifra potrebbe essere attutita, giungendo al dieci per cento, ma sarebbe sempre un duro colpo. E' da considerare poi che l'effetto per l'anno successivo, il 2012, nessuno lo conosce. Altro problema, l'ingresso dei privati. Ci sono sette milioni di euro che sono depositati presso banca Mb il cui rientro pare difficoltoso e incerto. A questo punto, ragionano i sindacati, quando ci sarà l'asta, l'acquirente come si comporterà? «Quando ci sarà la gara d'asta per Tep - riette Chiesa - i 7 milioni di euro, verranno considerati persi o nel forziere dell'azienda? Questo inciderà e molto sull'offerta che verrà fatta». Solidarietà ai lavoratori di Tep è stata espressa dal Partito della Rifondazione Comunista. «Siamo solidali con i lavoratori e i loro rappresentanti - assicura la segretaria della federazione di Parma Paola Varesi - ed ogni iniziativa di protesta decisa dai sindacati troverà il nostro appoggio. Non accetteremo nessun licenziamento. Consideriamo inaccettabili i tagli di Tremonti, consideriamo profondamente sbagliate le operazioni compiute dagli uomini del sindaco Pietro Vignali. Purtroppo, la concomitanza di questi due fattori rischia di avere effetti devastanti su tante famiglie di lavoratori del nostro territorio, costrette ancora una volta a pagare colpe che non sono le loro». Nel corso della conferenza stampa, i rappresentanti dei lavoratori avevano parlato anche di un rischio per il regolare pagamento degli stipendi nei prossimi mesi, ma la voce è stata seccamente smentita in una nota dall'azienda. «In merito alle dichiarazioni rese questa mattina dai rappresentanti di alcune sigle sindacali - scrive l'azienda - Tep desidera fornire rassicurazione che l'azienda dispone di risorse finanziarie sufficienti a garantire l'operatività ordinaria e, in particolare, il regolare pagamento degli stipendi dei dipendenti».