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Data: 28/10/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Nuova manovra da 7 miliardi, è scontro. Torna il salario di produttività. La Cgil: si finanzi la Cig in deroga

ROMA. Sette miliardi tra tagli e risparmi in arrivo entro la metà di novembre. Il governo lo chiama decreto per lo sviluppo. Il Pd e la Cgil temono invece che si tratti dell'ennesima manovra correttiva, l'undicesima di Tremonti. Intanto al tavolo tra imprese, banche e sindacati si studiano «patto sociale» e richieste al governo: proroga ammortizzatori in deroga, impegni per il Sud, semplificazione degli oneri amministrativi, sviluppo dei premi di risultato.
Al centro delle attese c'è l'annunciato decreto. Sembra che dei sette miliardi di dotazione, tre dovrebbero arrivare dalle aste delle frequenze che andranno a liberarsi con il passaggio dalla tv analogica a quella digitale. Ma per il ministro Romani ora «non ci sono frequenze a disposizione».
Di cosa si tratta? «Di un provvedimento per la crescita attraverso investimenti da un lato e tagli di spesa dall'altro. Evidentemente deve essere un provvedimento autocompensato» spiega il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. E il suo collega dello Sviluppo economico, Romani precisa: «Non sarà una manovra bis» ma «misure in fieri» senza nemmeno la certezza che saranno da sette miliardi. Sacconi sembra più preciso: le risorse saranno reperite «attraverso tagli e ulteriori azioni per la lotta all'evasione fiscale». E sarà «certamente» confermata la detassazione del salario di produttività.
Dopo la contestata manovra da 25 miliardi della scorsa estate (innalzamento età pensionabile, blocco turn over e contratti del settore pubblico, tagli pesanti alle Regioni) arriva una manovra di correzione, commenta preoccupato Guglielmo Epifani. Per il segretario generale della Cgil il provvedimento appare infatti ancora nebuloso: «Spero che ci sia, e fatta bene, la proroga alla cassa integrazione in deroga, ma poi ci deve essere anche una risposta ai lavoratori in mobilità che non riescono ad andare in pensione per l'innalzamento dell'età». Susanna Camusso, in procinto di sostituire Epifani alla guida della Cgil, invece non ha dubbi: «Nonostante l'abilità di Tremonti a smentire se stesso, il governo sta discutendo per fare una nuova manovra economica. A luglio dicemmo che una manovra fatta in quel modo ne richiedeva una nuova in autunno». Teme una nuova mannaia anche Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni.
Nel giorno del vertice sul patto sociale tra imprese, banche e sindacati, Emma Marcegaglia chiede di conoscere meglio le intenzioni del governo ma già formula una cauta apertura di credito: «Mi pare che ci siano conferme sul fatto che ci sarà di nuovo la detassazione del salario di produttività». La leader di Confindustria chiede interventi su ricerca, risparmio energetico e Università.

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