BRUXELLES. I fondi europei destinati alla Torino-Lione cominciano a dimagrire. Ieri la Commissione europea ha messo nero su bianco un taglio di 9,18 milioni di euro, ma questa piccola fetta dei 671,8 milioni già assegnati è niente rispetto alle prossime, ben più consistenti sforbiciate che si annunciano se entro i primi tre mesi del 2011 non saranno avviati i lavori per la realizzazione del tunnel esplorativo in località la Maddalena, proprio quello contestato dai no-Tav. Davanti al rischio di perdere i finanziamenti europei, il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, è intervenuto chiedendo di procedere «a scelte rapide e definitive».
Nella sua revisione di metà percorso delle grandi reti infrastrutturali transeuropee, la Commissione spiega che intende applicare una regola semplice: i finanziamenti «o si utilizzano o si perdono». Pur accordando una proroga di due anni fino al 2015 per impegnare quanto stanziato fino al 2013, in considerazione della crisi finanziaria, Bruxelles pone infatti precisi paletti «politici, tecnici e finanziari». Per la Torino-Lione, se si vuole evitare che la scure si abbatta anche sui restanti 662 milioni di euro, questo ragionamento si traduce in tre condizioni: entro Natale deve essere firmato un nuovo accordo tra Francia e Italia per la realizzazione del progetto che aggiorna quello già siglato nel 2001 e deve essere dato un chiaro mandato alla società Lft (Lyon Turin Ferroviarie) incaricata della realizzazione della tratta transfrontaliera. Per evitare di perdere fondi comunitari, inoltre, spiegano fonti della Commissione, entro «i primi tre mesi del 2011» devono essere avviati i lavori per la realizzazione del tunnel esplorativo in località la Maddalena.