TERAMO. «La provincia di Teramo: un caso nazionale». Per la prima volta le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil arrivano a Teramo per partecipare a un convegno e lanciare su vasta scala una vertenza per difendere il sistema produttivo teramano. A illustrare l'iniziativa saranno Vera Lamonica (segretaria nazionale Cgil), Paolo Mezzio (segretario nazionale Cisl) e Antonio Foccillo (segretario nazionale Uil) oggi alle 10,30 al Parco della scienza. Non a caso l'annuncio è stato dato da tutti e tre i sindacati locali.
Giampaolo Di Odoardo (segretario Cgil), Gianluca Di Girolamo (segretario Uil) e Alberico Maccioni (Cisl) spiegano, dati alla mano, che l'incontro serve a riflettere sulla grave crisi che investe la provincia di Teramo ma soprattutto a coinvolgere le istituzioni, indispensabili alleate. E che la situazione nel Teramano sia peggiore che altrove, in Abruzzo, i sindacati lo ribadiscono con forza. In totale la cassa integrazione in provincia, da gennaio a settembre 2010, ammonta a più di 10 milioni di ore, su un dato complessivo abruzzese di 25 milioni e mezzo. Va peggio guardando nel dettaglio: la cassa integrazione straordinaria - che di solito è l'anticamera del licenziamento - ammonta nel Teramano a 7 milioni 700mila ore, su un totale abruzzese di 11 milioni e mezzo. Sindacati e associazioni imprenditoriali nel luglio scorso hanno sottoscritto un accordo con una serie di proposte per uscire dalla crisi che ha colpito soprattutto le 10.500 imprese con meno di 10 dipendenti. (a.f.)