E a Bruxelles confida: nessuna telefonata da Palazzo Chigi, solo un sostegno a una ragazza la cui storia mi aveva intenerito.
ROMA - Il caso-Ruby, la ragazza marocchina che in base alle indagini della Procura di Milano avrebbe partecipato quando era minorenne ad alcune feste in casa di Silvio Berlusconi ad Arcore e che nel maggio scorso sarebbe stata rilasciata, dopo un arresto per furto, grazie a un intervento della Presidenza del Consiglio, irrompe durante la conferenza stampa sull'emergenza-rifiuti del premier ad Acerra. La domanda della giornalista è diretta, chiede conto della telefonata di palazzo Chigi per far rilasciare Ruby. E Berlusconi, dopo un lungo sorriso tirato, risponde ammettendo di fatto l'intervento: «Sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto».
Poi, più duro: «Sono qui per parlare di spazzatura vera. Non parlo e non mi occupo di spazzatura mediatica, lascio a voi occuparvene». E rifiutando altre domande: «No, nessun contraddittorio, usiamo il sistema di Annozero e cioè contraddittorio nei miei confronti zero, insulti e accuse a iosa, ma contraddittorio zero...». Prima dello scatto d'ira, Berlusconi si era lasciato andare a una battuta al...femminile per giustificare di avere chiamato "Ferrarelle" e non "Ferrandelle" una discarica campana: «Quando si ha una certa età si ricordano i concetti ma si fa più fatica a ricordare i nomi...Tranne quelli delle ragazze». Poi in serata a Bruxelles, dopo la foto di gruppo con gli altri leader europei, dice a cameramen e fotografi: «Visto che casino mi hanno fatto? Sul nulla...». E aggiunge: «Nessuna telefonata da Palazzo Chigi, solo un intervento di aiuto per una ragazza la cui storia mi aveva intenerito».
Il Pdl fa quadrato in difesa del Cavaliere. «Ormai è chiaro a tutti che c'è un obiettivo preciso di alcuni ambienti: tenere in costante fibrillazione il governo Berlusconi e la maggioranza, impedire che ci sia anche una sola settimana di lavoro sereno. A questo scopo, tutto fa brodo: gossip, campagne scandalistiche, aggressioni mediatiche, lanci di fango», dice il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, aggiungendo: «Gli italiani devono sapere che è in gioco molto più di quel che appare: è messo in discussione il loro diritto ad essere governati da chi ha vinto le elezioni. E invece, gli sconfitti nel voto vorrebbero usare la carta dell'aggressione mediatica e giudiziaria come strumento per ribaltare gli esiti elettorali».
Non mancano gli attacchi a "Repubblica" che ha dato molto risalto alla vicenda. Comincia il capogruppo Fabrizio Cicchitto: «Ci troviamo di fronte all'ennesimo contributo per l'imbarbarimento della lotta politica». E Sandro Bondi, uno dei tre coordinatori Pdl: «L'ennesimo capitolo di una campagna scandalistica rappresenta il segno più spaventoso di una inciviltà che minaccia di corrodere le fondamenta della nostra vita democratica e di incanalare nuovamente la vita politica verso esiti distruttivi».
Scende in campo anche il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati: «È vergognoso che l'opposizione cavalchi l'ennesimo attacco scandalistico invece di concentrare l'attenzione sui problemi concreti degli italiani». E il ministro Gianfranco Rotondi: «Se i governi si dovessero dimettere a ogni telefonata di raccomandazione, nel mondo trionferebbe l'anarchia. Berlusconi è una brava persona, anche se a sinistra non se ne vogliono convincere».