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Pescara, 18/06/2026
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Data: 29/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Palme tagliate per fare posto a Filò. Strada o parco? Via palme e acacie per le fermate del filobus, è rivolta

Una "gabbia" di pali e fili, al posto dell'"ombrello" verde che d'estate ripara dal sole la strada parco: anche il fronte di palme e acacie riporta le prime cicatrici, in nome della filovia. Abbattute 6 piante, di cui 4 solo ieri, sull'oasi ciclopedonale occupata dal cantiere: il ricordo della loro chioma e dell'alto fusto è affidato ai piccoli tronchi segati fino alla base. Altre soccomberanno alla motosega, per fare largo alle fermate della filovia spalmate tra Pescara e Montesilvano. Una strada sempre meno parco. «E' una vergogna tagliare le piante per la filovia», attacca Mirko Frattarelli, Pd. «Il progetto prevede l'eliminazione di 9 palme ed alcuni alberi; esiste però un accordo con il Comune - ribatte Michele Russo, presidente Gtm -, che ci obbliga a piantare, quando sarà opportuno, altrettante palme nei luoghi che l'amministrazione ci indicherà: ad opera completata sul tracciato ci sarà molto più verde». «Ma il volto della strada parco cambierà completamente - dice Ivano Angiolelli, uno dei cittadini del coordinamento No Filovia che inietta colore verde alla protesta -: sappiamo che al posto delle acacie tagliate saranno piantate palme, non è chiaro dove e quando; gli alberi che non verranno abbattuti saranno in ogni caso sfrondati». Perché l'"ombrello" di rami e foglie non potrebbe convivere con le arcate dei pali e fili.
«Alla fine saranno decine le piante e le aiuole abbattute per lasciare spazio ai 18-20 metri di cui necessita ciascuna delle 24 fermate - dice Mario Sorgentone, associazione Strada Parco - e ci sarà una deramificazione massiccia. Gli alberi rischieranno di seccarsi». Così un polmone verde finisce sotto scacco; così finirebbero al macero i soldi, pubblici, utilizzati per la piantumazione. Altri ne serviranno per lo smaltimento. «Per il verde, 10 anni fa era stato speso un miliardo di vecchie lire - dice Angiolelli -. Anziché tagliarle in modo brutale avrebbero almeno potuto estirpare le piante, per ripiantarle altrove, magari sulla riviera». Lì, il punteruolo rosso ha "costretto" il Comune a decapitare le palme; sulla strada parco il sacrificio è in nome della filovia. «Invito Wwf, Italia nostra, Legambiente - dice Sorgentone -, ad affiancarci in questa battaglia di civiltà». La difesa del polmone verde inietta nuova linfa alla protesta dei No Filovia e Strada Parco, che non frena. Alla "catena della fame", promossa dall'associazione di Sorgentone, ha aderito ieri Adele Caroli, consigliere comunale in quota Fli e presidente della commissione grandi infrastrutture. «Continueremo lo sciopero, già alla seconda settimana - spiega Sorgentone - finché il consiglio comunale non si esprimerà sulla petizione presentata più di un anno fa, per valutare il percorso alternativo di via Caravaggio-via Ferrari». Per dimostrare l'affetto per la strada parco, l'associazione ha organizzato per l'11 novembre una manifestazione a base del cabaret di 'Nduccio e castagnata. Sabato pomeriggio, invece, i No Filovia saranno in piazza Primo maggio, ospitati dal gazebo dell'Idv. E in zona Naiadi c'è ancora il presidio-simbolo della battaglia, seppur arretrato dopo lo sgombero. «Ma la Digos ci sta contattando per invitarci ad abbandonare il presidio - dicono -: dal 4 novembre c'è in programma l'avanzamento del cantiere».

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