Preoccupano i dati del progetto Reall sulla frequenza dei tumori del sangue in Abruzzo e sulle correlazioni tra malattie ematologiche e inquinamento. Il lavoro promosso dal dipartimento ematologico di Pescara guidato da Giuseppe Fioritoni sarà presentato oggi. Il Messaggero ne ha preso visione. Nell'ultimo trentennio, il periodo 2004-2008 sembra mostrare nuovi casi di tumori ematologici per il 30-50% nei territori dell'Aquila, Pescara, Teramo e, in maniera più contenuta, Lanciano e Vasto. Il risultato rispecchia la mortalità osservata nel 1981-2001 nei territori interni dell'Aquilano, Teramano e Pescarese e sulla costa delle tre province. E l'allarme: «Sulla base del rapporto sulla qualità dell'aria 2004-2008 dell'Agenzia europea per l'ambiente (Ees), diffuso dall'Istat - dice Felice Vitullo, coordinatore dello studio epidemiologico Reall e socio Ail -, 17 città italiane risultano fra le 30 più inquinate d'Europa e, fra queste, Pescara è al settimo posto, prima di Napoli e dopo Milano, per Pm10, le polveri sottili, ma gli effetti sulla salute si potranno vedere tra una quindicina d'anni». Ce n'è abbastanza, però, per tirare alcune conclusioni. Le leucemie e i linfomi costituiscono un gruppo di patologie originate dalla trasformazione neoplastica delle cellule. Mentre è noto il rapporto con l'esposizione a radiazioni e a fattori cancerogeni (gas di scarico nell'aria, derivati del petrolio e sostanze inquinanti nel suolo e nelle acque), meno si sa sulle cause dei tumori pediatrici e delle leucemie infantili. Il 5-6% ha origine genetica, il 3% da esposizioni ambientali (infezioni, agenti fisici e sostanze chimiche). «Nella maggior parte dei casi la causa è ignota - conclude Vitullo - e si ipotizza che tali tumori siano dovuti all'interazione tra fattori esterni e patrimonio genetico variabile da soggetto a soggetto».
Oltre ai tumori del sangue, dalla ricerca si evince che fin dagli anni '80 Pescara mostra eccessi del 10-40% per molte cause tumorali (polmone, mammella, utero, colon-retto, vescica, prostata), con tendenza al peggioramento a Teramo (5%-10%). In totale, in Abruzzo incidenza e mortalità da tumori sono inferiori del 20% rispetto all'Italia, mentre per i tumori del sangue non si può fare lo stesso discorso. I nuovi casi diagnosticati nel 2004-2008 sono 3919; 762 nel 2008 con una prevalenza di 4500 pazienti, individuati sugli oltre 18mila dimessi dagli ospedali nel quinquennio. I decessi sono 300 all'anno. Su circa 7500 nuovi casi di tumori totali in un anno, 750 sono leucemie (32-35%), linfomi non Hodgkin (38%), linfoma di Hodgkin (11%) e mieloma (19-16%). I casi di tumore crescono di 48 l'anno fra 0 e 14 anni e di 75 fra 0-19 anni (leucemie e linfomi: 48%); i casi fra 0 e 29 anni sono 174. «Tale frequenza è in linea con quella nazionale - aggiunge Vitullo -, un aumento di quasi il 30% in 15 anni; i tassi nazionali e regionali (175 casi per milione di bambini) sono più elevati di quelli europei e statunitensi, 140 e 158 per milione di bambini». Su circa 3.500 ricoverati abruzzesi del 2008, il 17% proviene da fuori regione (Asl di Pescara: 7%, territori periferici: 22-33%). Il 40% dei bambini e ragazzi sono colpiti da leucemie e linfomi. «Questi dati evidenziano la necessità di riorganizzare il sistema di offerta - sottolinea il ricercatore - per ottimizzare le cure dei pazienti nei territori periferici interangendo con il dipartimento ematologico di Pescara. Un modo per evitare le prestazioni fuori regione e al contempo per valorizzare il centro d'eccellenza regionale nell'area centro-meridionale adriatica». Alla ricerca, patrocinata dalla sezione Ail Pescara onlus, hanno contribuito il professor Enrico Miccadei dell'università d'Annunzio, in collaborazione con il Gruppo abruzzese linfomi. Il Reall è dedicato alla memoria dei giovanissimi Federica Vitullo e Francesco Ricci.