«Stanchi di combattere contro una burocrazia lenta e senza risposte»
PESCARA. Ventotto dicembre 1998: i cittadini della zona della pineta Dannunziana, che abitavano e abitano tuttora nelle vicinanze dei binari ferroviari, chiesero all'allora sindaco Carlo Pace e alle Ferrovie dello Stato di installare dei pannelli fonoassorbenti per limitare il rumore dei treni. Dodici anni dopo, gli stessi cittadini continuano a chiedere all'amministrazione comunale di provvedere, una volta per tutte, al montaggio delle barriere necessarie a limitare il rumore provocato dal passaggio dei treni che superano i limiti di tollerabilità.
A sollevare la segnalazione Andrea Maiolo e sua moglie Giuliana D'Andrea ormai stanchi di combattere contro una burocrazia lenta che, dopo dodici anni, continua a farli brancolare nel buio senza rispondere alle reali esigenze degli abitanti di via Antonelli. Questi ultimi, infatti, non sopportano più i rumori assordanti che si verificano, a tutte le ore del giorno e della notte, al passaggio dei treni. Come spiega Maiolo, «una struttura edile non può stare, se viene costruita in prossimità di una linea ferroviaria, al di sotto dei trenta metri. Le Ferrovie dello Stato hanno costruito la loro ferrovia ad una distanza di 11 metri» infatti, continua Maiolo, «io ho la linea a 11 metri da casa mia, una casa che già c'era. Io non ho costruito dopo la linea e la linea che è venuta dopo l'edificazione della mia casa».
Maiolo, che in tutti questi anni si è documentato facendo di tutto per far installare i pannelli fonoassorbenti, sostiene che «tutta la linea Adriatica, costruita nel 1874, risulta essere fuori legge perché in molti punti non viene rispettata la distanza minima di 30 metri. Questo intervento che, noi chiediamo disperatamente, è stato fatto, per esempio, nella vicina Francavilla al Mare: le strutture per arginare il problema dei rumori acustici sono state montate rendendo sopportabile il disturbo al passaggio dei treni della linea».
Due mesi dopo la richiesta del 1998, Ferrovie dello Stato rispose «scusandosi del disagio creato dal passaggio dei treni attivandosi tempestivamente nel monitoraggio dei livelli di inquinamento acustico». Nelle fasi successive venne accertato il disturbo. I treni, che dovevano rispettare una soglia massima di 70 decibel, al loro passaggio vibravano raggiungendo mediamente la soglia dei 90 decibel.
Le barriere antirumore, hanno lo scopo di ridurre la propagazione dei rumori. I residenti di via Antonelli sono più di dieci anni che si battono per ottenerli. Si sentono abbandonati e, soprattutto, si sentono al punto di partenza non avendo mai ricevuto risposte certe e immediate. Non sono passati 12 giorni dalla richiesta, ma 12 anni.