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Pescara, 18/06/2026
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Data: 30/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Fermiamo lo smog. Ci vuole il filobus» Torlontano e Foschi difendono il progetto. Acerbo: più bici, meno auto (Guarda il servizio)

Pescara e l'allarme inquinamento. Fioritoni: «I dati sulla frequenza di tumori nel sangue? Sono da verificare»

Si sono seduti allo stesso tavolo, in Comune, per dire la stessa cosa: sì al filobus, no all'inquinamento. «E' ora di lasciare l'auto a casa e di sviluppare una diversa cultura della mobilità». Parole che il senatore Glauco Torlontano ha condiviso ieri con il consigliere Pdl Armando Foschi, presidente della commissione Lavori pubblici; con il consigliere di Pescara futura Michele Di Marco ed ancora con l'amico Enzo Stellabotte di Sos Inquinamento e con gli esperti Andrea Oliva, fisico, e il dottor Gaetano Silvestre, specialista in Fisiopatologia respiratoria al Santo Spirito. Al loro fianco i sindacalisti dei trasporti, «in nome del popolo silenzioso dei viaggiatori», che da anni invocano una revisione di tratte e mezzi per una mobilità più rispondente alle esigenze dell'area metropolitana pescarese. Peccato che nonostante le belle parole, tutti ieri fossero venuti in macchina. Armato di libro bianco sull'inquinamento e di diecimila firme pro-filobus, Torlontano ha ripreso i dati dell'Arta sull'inquinamento record e con Stellabotte ha sollecitato la riattivazione di centraline fuori uso ovvero obsolete per il rilevamento della qualità dell'aria, e la riaccensione del tabellone luminoso di piazza Italia.
«Pescara è al diciassettesimo posto tra le 30 città europee più inquinate eppure c'è chi si oppone alla filovia e allo sviluppo dei mezzi pubblici» hanno detto Stellabotte e Torlontano, sottolineando che «sostanze quali ozono, polveri, benzene sono cancerogene, danneggiano i polmoni ma anche cuore e cervello». Di una cosa è certo Torlontano, mostrando un magnete, anche se a dirlo è stato il professor Oliva: «Il filobus non produrrà elettrosmog». Foschi ha rimarcato il dato delle «oltre 120mila auto che ogni giorno entrano a Pescara e si aggiungono alle 65mila dei residenti, auto che in media portano a bordo 1,3 passeggeri. Numeri insostenibili, ecco perché a novembre riproporremo le domeniche ecoogiche e stiamo per lanciare il bike sharing, con 5 stazioni e 15 bici». Ragioni che rafforzano le ragioni del sì alla filovia: «Siamo convinti che vada realizzata, estesa e completata a sud e a ovest». Dati shock sono arrivati da dottor Gaetano Silvestre, che vanta un osservatorio privilegiato in fatto di patologie respiratorie: «Dall'inizio dell'anno ho eseguito 700 visite, 155 solo in questo ottobre: l'inquinamento di Pescara sta moltiplicando le patologie cui sono esposti in particolar modo i bambini, dotati di difese meno efficaci».
Il fronte del no al filobus non si ferma e la battaglia a difesa della strada parco continua con gazebo e digiuno. Maurizio Acerbo, Rifondazione, condivide la preoccupazione per lo smog espressa da Torlontano, da Foschi e dai sindacati ma difende il popolo della strada parco puntando invece il dito contro «l'assenza di una politica della mobilità a Pescara: il traffico va riorganizzato con sensi unici, va istituita la Ztl nel quadrilatero del centro, vanno istituite corsie protette per i bus». Insomma, conclude Acerbo, «bisogna togliere spazio alle auto, non alle biciclette».

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