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Pescara, 18/06/2026
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Data: 30/10/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Smog e tumori, numeri da decifrare. Cauto l'ematologo Fioritoni, la ricerca della Reall va verificata negli anni

«Si tratta di dati grezzi e a leggerli con una chiave di lettura sbagliata si rischia di generare un pericoloso quanto inutile allarmismo». Così il dottor Giuseppe Fioritoni, primario del reparto di Ematologia del Santo Spirito, ha voluto subito chiarire che i dati del progetto Reall sulla frequenza dei tumori del sangue in Abruzzo e sulle correlazioni tra malattie ematologiche e inquinamento, in realtà «sono numeri preliminari ancora tutti da verificare sul piano clinico». Una prudenza da medico, comprensibile in chi come il professor Fioritoni, partendo da studi e ricerche, cerca riscontro effettivo sui pazienti. Ciò posto, e il rapporto della Reall illustrato dal dottor Felice Vitullo lo rimarca, è acclarato il rapporto tra alcuni fattori di inquinamento e patologie cancerogene: tuttavia nella maggior parte dei casi la causa è ignota e si ipotizza che tali tumori siano dovuti all'interazione fra fattori esterni e il patrimonio genetico variabile. Dunque, anche se Pescara è fra le sette città più inquinate d'Europa, non bisogna aver paura di passeggiare lungo corso Vittorio Emanuele. Stesso discorso per i nostri bambini che in Abruzzo, è evidente, non sono colpiti da leucemie e linfomi nel 40 per cento dei casi come pubblicato ieri: troppo grave per non capire che si trattasse di un errore. «L'incidenza tumorale relativa all'inquinamento nella nostra regione è del 5, massimo 7 soggetti ogni centomila. Ovvero, su un totale di 250mila bambini abruzzesi, ogni anno si registrano 10/15 nuovi casi. Il dato del 40% scritto nella relazione della Reall si riferiva invece alla mobilità passiva dei piccoli pazienti colpiti da tumori del sangue, cioè ai pazienti che decidono di curarsi in altre regioni, in altre strutture. Ed è proprio per arginare questa mobilità che secondo il primario Fioritoni bisogna lavorare; ed è sempre per questo motivo che l'Abruzzo deve poter contare immediatamente su un registro tumori che oggi manca. «Bisogna cercare di bloccare questi flussi migratori - ha dichiarato il primario -. Questi numeri, seppur grezzi, possono essere utili all'ente in termini di bisogno assistenziale e consumo di risorse. Lo stesso vale - ha concluso Fioritoni - per le patologie pediatriche: bisognerebbe creare una struttura di oncologia proprio per i più piccoli». Se quindi, della concausa inquinamento-tumori ad oggi non c'è certezza, salvo che per alcuni inquinanti ambientali ormai noti come benzene, radon e idrocarburi, nel dubbio, tutti hanno concordato che occorrerebbe subito fare un buon piano di qualità dell'aria e soprattutto, investire nella formazione, nei giovani e nella ricerca.

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