Franceschini: «Gravissimo se il pm avesse deciso per l'affido e qualcuno fosse intervenuto per impedirlo»
ROMA. Emma Marcegaglia denuncia un paese «paralizzato e senza governo» mentre tutta l'opposizione, da Bersani a Casini, dice basta e chiede a Berlusconi di dimetersi. Ma il premier non arretra di un millimetro e rilancia: «Sono schifato ma determinato ad andare avanti».
Il Cavaliere è ormai accerchiato. La richiesta di dimissioni si aggiunge al forte malumore della Lega e il silenzio imbarazzato dei fininani viene rotto solo per dire che la presidente della Confindustria ha pienamente ragione. «La politica deve ritrovare il senso della dignità» spiega la Marcegaglia, che si dice «indignata», denuncia «nuove ondate di fango sulle istituzioni» ed esclude le elezioni anticipate: «Andare a votare in questa situazione è molto complicato».
Di elezioni non vuol sentir parlare nemmeno Pier Luigi Bersani che punta all'apertura di una «fase nuova» e chiede la testa del premier. «Le notizie che giungono da Milano ci dicono una cosa chiara: Berlusconi non può stare un minuto di più in un ruolo pubblico che ha indecorosamente tradito» affonda il segretario del Pd, che non nasconde la sua preoccupazione: «L'Italia ha una dignità che non può essere messa a repentaglio davanti al mondo».
Per Antonio Di Pietro, l'aspetto più deplorevole della vicenda Ruby è «l'umiliazione» a cui il presidente del consiglio ha sottoposto i funzionari della questura di Milano e per questa ragione chiede che il presidente del consiglio sia sfiduciato. «Berlusconi si dimetta. E se non vuole farlo per gli italiani, lo faccia per se stesso, perché ha bisogno di curarsi prima che sia troppo tardi» affonda il leader dell'Idv che, per raggiungere questo obiettivo, sta pensando ad una grande manifestazione.
Le dimissioni sono «inevitabili» anche per Enrico Letta mentre Dario Franceschini chiede a Maroni di riferire alle Camere su quel che è accaduto la notte del 27 maggio nella questura di Milano: «Se fosse confermata la notizia che il pubblico ministero aveva disposto l'affidamento della ragazza ad una comunità, ci troveremmo di fronte a un intollerabile miscuglio di menzogne e reati inconciliabili con il ruolo di presidente del consiglio». Una posizione che questa volta è condivisa anche dai centristi dell'Udc. Lorenzo Cesa non ha dubbi: «Si abbia il coraggio di staccare la spina. In queste condizioni è meglio aprire una fase politica nuova. Per questo chiediamo le dimissioni del governo».
Il rischio che il governo cada è reale e il presidente del Senato, Renato Schifani, richiama tutti (compreso Berlusconi) ad evitare crisi irreversibili: «Ciascuno, di ogni ordine e grado, è chiamato all'esercizio del buon senso e della ragionevolezza». Nell'attesa di capire se l'appello sarà accolto, Roberto Calderoli morde il freno ed esclude la possibilità di appoggiare eventuiali governi tecnici: «La Lega o sta in maggioranza con l'attuale governo o va al voto». Ma a non essere d'accordo è il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Italo Bocchino, che non esclude la possibilità di un governo senza Berlusconi: «Siamo disponibili a collaborare con tutte le forze sane del paese, politiche e non, per favorire quel cambiamento di passo auspicato dalla Marcegaglia».