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Data: 31/10/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
Filovia, il primo progetto accantonato era di Taraborrelli. Pagato 1,4 mln di euro

PESCARA. Un superdirigenete non può farsi mancare nulla e così da superingegnere -che sembra vogliano tutti- tra consulenze e incarichi pubblici a Pescara e Montesilvano spunta anche il primo progetto della filovia.

Così spunta il pagamento, ad una società di cui Bellafronte Taraborrelli era presidente, di una parcella milionaria per un primo progetto della filovia poi accantonato. La gara d'appalto su quel primo progetto fu revocata perché si ritenne di dover cambiare il percorso della filovia. Serviva un altro progetto. Pare che non bastasse modificare il primo.

Così il primo progetto definitivo ed esecutivo fu liquidato alla Arpa Engeneering, una società mista pubblico privata (51% della Regione e 49% Rpa Investimenti) che si occupava di progettazione, pianificazione urbanistica e territoriale, ambiente e trasporti. Il presidente della società era Taraborrelli, mentre Dino Bonadies ricopriva il ruolo di amministratore delegato e consigliere. La Gtm anticipa i soldi, 1,4 milioni di euro (che corrispondono alla progettazione e agli oneri per le procedure della gara poi revocata), di tasca propria che poi la Regione ha provveduto a rimborsare, riconoscendo le spese all'art. 5 dell'accordo di programma tra Regione e Gtm sul primo lotto della filovia.

A firmare l'accordo, il 6 maggio 2004, l'ingegnere Luigi De Collibus per la Regione e Ricardo Chiavaroli come presidente della Gtm.

Messo nel cestino il primo progetto, chi avrebbe fatto il secondo?

Il secondo progetto fu affidato alla società Sir (Società ingegneristica regionale) sempre costituita al 51% dalla Regione e al 49% da Rpa investimenti. Una società che ricalca non solo nelle quote la Arpa Engeneering. La Sir ora è in liquidazione perché «inoperosa», come ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Chi la presiedeva? Bellafronte Taraborrelli.

Il Cda della Sir, dopo poco tempo, procede anche alla nomina della direzione dei lavori della filovia. Vengono nominati come direttori dei lavori: Bellafronte Taraborrelli e Dino Bonadies.

L'importo finanziato dal Governo per il primo lotto dell'opera (circa 8 chilometri) è di 25 milioni di euro. Ciò vuol dire che per i direttori dei lavori, l'incarico ammonta a circa 500mila euro.

Nel frattempo Taraborrelli ha avuto modo di partecipare, da ottobre 2007 ad ottobre 2009, a molti tavoli tecnici e riunioni come direttore dei lavori per conto della Sir e come dirigente dell'Area Tecnica del Comune di Montesilvano dove era stato chiamato dal sindaco, Pasquale Cordoma, con un incarico fiduciario (da 7mila euro al mese) come consulente esterno. Per anni il super ingegnere ha diretto una macrostruttura centrale nel Comune di Montesilvano (molto simile a quella creata dall'architetto Ronaldo Canale, arrestato nell'inchiesta Ciclone) e continuato a progettare opere per il Comune di Pescara per 1,7 mln di euro negli ultimi undici anni.

«Un tecnico capace» secondo il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che lo ha voluto fortemente al fianco dell'assessore Alfredo D'Ercole, al punto da creare una spaccatura con l'ex assessore, Gianni Teodoro, dimessosi dall'incarico proprio per questo motivo, che invece appoggiava un altro tecnico, Antonio Biase.

Non è la prima volta che i due Comuni si scambiano i dirigenti, un'altra volta era capitato con Vincenzo Cirone, indagato nell'inchiesta Ciclone di Montesilvano e poi in quella denominata Housework che ha spazzato via l'amministrazione D'Alfonso.

IL SILENZIO DI MASCIA SUL "CASO TARABORRELLI"

Al momento della nomina a dirigente dell'area tecnica, nessuno nella maggioranza ha sollevato questioni di incompatibilità per un futuro dirigente comunale già impegnato come direttore dei lavori di un'opera come la filovia che attraversa il Comune per cui si andranno a svolgere compiti di vigilanza e controllo.

Un silenzio assordante quello in cui si è rintanato il sindaco Luigi Albore Mascia al quale questo quotidiano ha inviato 10 domande sulla questione dopo il rifiuto di un'intervista dal vivo.

A nulla sono valsi i tentativi di reperire una risposta sulla presunta incompatibilità dal diretto interessato che ha preferito lasciare la patata bollente all'amministrazione («chieda a loro», ci ha risposto scendendo in tutta fretta due piani di scale).

Su Taraborrelli ci sono state due interrogazioni: la prima del consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano (Pd) che sollevava varie questioni sull'incompatibilità di Taraborrelli, l'altra del Pd di Pescara in cui si rappresentava il presunto conflitto di interessi che si veniva a configurare. La domanda cardine: se e quando il dirigente avesse richiesto e quindi ottenuto l'autorizzazione a svolgere incarichi come libero professionista.

A Montesilvano Taraborrelli ha presentato la richiesta di autorizzazione tredici mesi dopo l'incarico come dirigente.

Anche a Pescara l'autorizzazione è stata richiesta e rilasciata con il silenzio assenso, ma non è stato facile reperire il documento che, solo dopo lunghe giornate di richieste e puntualmente sviate, il consigliere Lorenzo Sospiri ha reso pubblico.

Ma i dubbi non erano (e non sono) tutti risolti.

Il Pd ha esposto in consiglio la propria interrogazione e l'assessore Marcello Antonelli ha risposto affermando che non si configurano incompatibilità o conflitti d'interessi in quanto il Comune non è ente appaltante per la filovia, mentre lo è la Gtm (società regionale).

Dunque in sintesi si dice che il Comune non ha alcun compito di controllo sull'opera diretta da Taraborrelli.

Negli ultimi giorni, sulla presunta incompatibilità del dirigente, è intervenuto di nuovo il Pd cittadino gridando allo scandalo per una determina dirigenziale dell'area tecnica del Comune, guidata da Bellafronte Taraborrelli, che liquida una parcella di 71.434,50 euro all'ingegnere Taraborrelli per il progetto del collettore rivierasco.

Ma per Mascia è sempre tutto ok. Chi tace acconsente.

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